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Resoconti iniziative

SENTENZA di primo grado


Ieri,31 gennaio 2010, si e' svolta l'ultima udienza (per quanto riguarda il I grado di giudizio) del processo a carico degli antifascisti vittime della montatura orchestrata dal questore Manzo di Pistoia.
La sentenza e' stata: assoluzione per uno degli antifascisti e condanne pari a due anni di carcere, con detenzione sospesa, per tutti gli altri. Inoltre sono stati condannati a pagare 2000 euro di danni a Casa Pound e 4000 al fascista del terzo millennio Signor Massimo Dessi. Sono stati derubricati i capi d'accusa di devastazione e saccheggio e quello di violenza privata.
Per chi era presente e' stato chiaro quanto questa sentenza fosse ridicola e quanto fosse il risultato della "mafia" (o massoneria come si preferisce)che esiste a Pistoia(e non solo). E molto chiaro quanto il giudice Costantini abbia le mani legate e quanto, sempre il giudice Costantini, abbia VOLUTO o abbia DOVUTO salvare il culo al questore Manzo.
Vorremmo sottolineare alcuni aspetti che ci fanno dare del "ridicola" a questa sentenza:
1. Fanno cadere il capo d'accusa di violenza privata ma danno 4000 euro di danni come rimborso a Massimo Dessi per le violenze subite e' possibile questo?O meglio ha una logica?
2. L'unica donna tra gli imputati viene condannata…ma nessun testimone dichiara in tribunale di aver visto una donna sul luogo dell'assalto…anzi lo escludono dichiarando che ne dentro Casa Pound ne fuori avevano visto donne. Su che base viene condannata??
3. Assolvono un antifascista riconosciuto sul posto dallo stesso testimone che ne riconosce un altro che invece viene condannato…dunque lo stesso testimone in un caso viene ritenuto attendibile nell'altro caso viene ritenuto, evidentemente inattendibile…e' possibile questo?
4. Gli antifascisti vengono condannati a risarcire Casa Pound con 2000 euro…ma e' possibile far dare dei soldi ad un associazione anticostituzionale per sua stessa ammissione?E' possibile che un giudice che rappresenta lo Stato Italiano si permetta di avvallare un'associazione i cui aderenti si definiscono "fascisti del terzo millennio"(come dichiarato in tribunale da Massimo Dessi') e addirittura di sovvenzionarli tramite le sue sentenze?
5. Durante l'arringa finale dell'avvocato Leone il giudice dichiara di non essere in possesso del verbale della questura in cui si dichiarava che durante la perquisizione avvenuta nel circolo primo maggio l'11 ottobre NON erano state rinvenute armi di nessun tipo!!! Verbale che e' stato trovato 5 minuti dopo negli incartamenti che aveva sul banco davanti al naso. Dunque ci domandiamo: e' possibile che dopo un anno e mezzo il giudice Costantini non avesse visto questo verbale??Come fa a giudicare delle persone se non ha appurato nemmeno una cosa cosi importante…ossia le armi c'erano o non c'erano?la domanda sorge spontanea…la sentenza gliel'hanno scritta??suggerita??imposta??
6. Il Procuratore generale Dell'Anno fa' un arringa incentrata fondamentalmente sul tentativo di far stare in piedi l'accusa di devastazione e saccheggio. Mossa questa, secondo noi, finalizzata a creare un precedente per i prossimi antifascisti che cercheranno di incastrare…ma sa' bene che sta camminando sul filo di un rasoio lo sa' al punto che chiede ben 9 anni di condanna ma si affretta a dire al giudice che nell'eventualità che il giudice decida di non applicare questa pena lui non si opporrà…ci rendiamo conto?? Sostiene di rendersi conto che sta chiedendo una pena pesante ma, come a noi e' molto chiaro,il suo fine e' solo quello di allargare, con una sua interpretazione della legge,l'applicazione del reato di devastazione e saccheggio! Ad un certo punto da' dei fascisti agli antifascisti…dimenticandosi per un attimo che sta difendendo i fascisti del terzo millennio!(sarà stato stanco dopo tutte quelle ore di tribunale?!)
Questi sono alcuni punti forse quelli più eclatanti emersi ieri ma ci sarebbe un romanzo da scrivere sui testimoni dell'accusa…sono stati screditati in mille modi e da mille testimoni tutti attendibili …sono stati screditati dai fatti si sono contraddetti…ma tutto questo non ha avuto importanza dato che si trattava, come da dichiarazione del procuratore generale in aula, di processo politico. E la massoneria di Pistoia(Digos, questore, giudici, procuratore generale etc.etc.)appoggia i fascisti a tutti i costi, perché si sa, sono la loro manovalanza e và difesa, và usata per fermare gli antifascisti! Ma questa volta pensiamo che il loro ruolo sia stato veramente difficile da sostenere. Sicuramente il giudice Costantini si e' giocato la faccia in questo processo e quando usciranno le motivazioni(tra 15 giorni) la renderemo pubblica perché tutti devono vedere e capire con chi abbiamo a che fare. Tutta la solidarietà avuta in questi mesi e tutto l'appoggio e' servito a far si che ieri il giudice Costantini sia stato costretto a rimetterci la faccia pur di sostenere la montatura del questore Manzo, e' servita a creare un movimento che non si fermerà ora anzi ne esce rinvigorito e rafforzato perché se pensiamo a come e' partita questa storia un anno e mezzo fa' possiamo dire che due anni di condanna sono per noi una grande vittoria…abbiamo messo all'angolo questi soggetti che hanno si condannato, ma in una maniera davvero ridicola e debole. Talmente debole che a questo punto basta una spallata per farli cadere…
Vorremmo infine ringraziare tutti per l'appoggio dato in questi mesi e l'appoggio che ci darete nei prossimi e vorremmo anche dire che siamo contenti per l'assoluzione di Alessandro Orfano perché, come poco tempo fa' mi ha detto una persona che stimo molto: 5 condanne sono meglio di 6(questa assoluzione proprio perché illogica e' una grande vittoria)…ora aspettiamo l'appello per vincere su tutti i fronti senza abbassare mai la guardia e continuando a lottare perché questa condanna lo dimostra:giocare d'attacco e' la strategia giusta!
Comitato amici e parenti di Alessandro Della Malva
www.antifascistivaldelsa.it


Oggi, 1 ottobre 2010 c’e’ stata a Pistoia quella che noi pensavamo essere l’atto finale del processo contro gli antifascisti di Pistoia.
In realtà non e’ stata l’ultima,infatti, il processo e’ stato rinviato al 19 novembre ma e’ stata sicuramente l’udienza che ha rovesciato sia politicamente che legalmente il procedimento.
Grazie alla testimonianza di un giornalista del Tirreno di Pistoia e’ stata smascherata la falsa testimonianza del Sign.Lucarelli che oggi , richiamato dal giudice a testimoniare e a confrontarsi con il giornalista, non voleva nemmeno presentarsi in aula….chissà come mai. Una volta in aula ha fatto una figura al limite dell’indecenza sostenendo addirittura ad un certo punto che prima di rispondere alle domande doveva parlare con sua moglie!!!In sostanza il giornalista,di cui sopra, ha dichiarato, in modo assolutamente credibile, di aver assistito ad un intervista fatta da un suo collega, poco dopo l’assalto a Casa Pound, in cui il Testimone Lucarelli dichiarava di non essersi trovavo sul posto al momento del danneggiamento e di non aver visto nulla. Lo stesso Lucarelli dichiarava oggi in aula che non parlò con nessuno fino alle 21 , ora in cui la polizia l’ha tradotto in questura per fare le sue dichiarazioni. Alle 21 dell’11 ottobre 2009 noi antifascisti eravamo stati sequestratiDigos già da diverse ore e nasce spontaneo il dubbio(se non la certezza) che se alle 16 Lucarelli sosteneva di non aver visto nulla e alle 21 invece, in questura, dichiarava di aver riconosciuto gli artefici dell’assalto (permettendo cosi l’arresto degli antifascisti)allora forse (se non certamente) , in questura e’ stato fornita al Testimone Lucarelli una “storiella” da raccontare in tribunale. Storiella che però si e’ sgretolata oggi facendo si che il Lucarelli, per bocca del Procuratore Generale Dell’Anno, diventasse un testimone non attendibile. Ci sentiamo di sostenere che la falsa testimonianza del Lucarelli sia stata pilotata dalla questura per il semplice fatto che il giornalista stesso ha dichiarato oggi che un giornalista quando succede un fatto cerca delle testimonianza e per questo e’ stata la cosa più normale del mondo per lui e per i suoi colleghi entrare nell’unico esercizio pubblico , nei paraggi di Casa Pound, aperto in quel momento…dunque se per un giornalista e’ ovvio muoversi in questo modo come mai la questura non l’ha ritenuto necessario se non circa 5 ore dopo che era successo il fatto?E come mai ha ritenuto invece d’obbligo entrare al Primo Maggio e sequestrare gli antifascisti senza avere un supporto di un testimone arrivato5 ore dopo?
La nostra risposta a questa domanda e’ che il piano di bonifica del territorio dagli antifascisti del questore Manzo prevede l’eliminazione degli antifascististessi , costruendo attorno a loro delle accuse false e delle intimidazioni che secondo lui farebbero da deterrente….peccato che non tutte le ciambelle riescano col buco! Forse a Lucca in parte il suo progetto e’ andato in porto ma stavolta ha trovato un bel muro davanti..gli antifascisti non mollano e lui e’ all’angolo!
A questo punto dell’udienza si e’ visto, secondo noi, che il giudice Costantini ha cominciato a dubitare della colpevolezza degli antifascisti o perlomeno a porsi qualche domanda(aggiungiamo un bel FINALMENTE). Ha cosi deciso, di sua iniziativa, di mandare a prendere il Sign. Bartalini. Personaggio questo a noi sconosciuto nel senso che nessuno di noi aveva mai fatto caso a questa persona. Il Sign. Bartalini e’ colui che commissionò lo spostamento della famosa stufa/lavatrice a Lucarelli e Ramondia(altro testimone dell’accusa). Questo signore ha oggi dichiarato in aula che la stufa e’ stata portata lungo una rampa di scale ripida da lui stesso dal Lucarelli e dal Ramondia…ma appunto solo fino in fondo a una scala….poi il Sign Bartalini ha provveduto al trasporto della stessa con un carrellino, ma a differenza di ciò che dichiararono Ramondia e Lucarelli, l’ha fatto da solo con l’aiuto di un carrellino. E che invece il Lucarelli e il Ramondia si sono recati alla loro pizzeria a piedi e SENZA stufa!!! Il Sign.Bartalini ha inoltre dichiarato di non aver visto nessuno scappare mentre spostava la stufa con Lucarelli e Ramondia, a differenza di ciò che avevano dichiarato in precedenza i due Testimoni ossia che mentre spostavano questa stufa erano stati sorpassati da un gruppo di ragazzi che correvano infilandosi le cinture etc.etc….dunque altro testimone che evidentemente sta dichiarando il falso….
Quest’ultima testimonianza,ricordiamo, procurata e voluta dal giudice Costantini, dimostra una volta di più che gli antifascisti non si trovavano sul posto quando sono successi i fatti perchè a nessuno di noi e’ mai venuto in mente di dire ai nostri avvocati di chiamare il signor Bartalini a testimoniare…ed evidentemente se fossimo stati presenti,durante i danneggiamenti, e fossimo stati noi a scappare avremmo saputo con certezza che non c’era nessun trasporto di stufe in quel momento in quella via… se ne deduce anche che la stessa Digos sapeva perfettamente che noi non eravamo sul posto altrimenti avrebbe immaginato una nostra dichiarazione in questo senso che avrebbe immediatamente smontato le testimonianza di Lucarelli e Ramondia.
Dunque concludendo ribadiamo che oggi la svolta c’e’ stata ma dobbiamo anche sottolineare che noi in quel tribunale non siamo entrati , un anno fa’, come innocenti la cui colpevolezza doveva essere dimostrata, come dovrebbe succedere normalmente, ci siamo entrati da colpevoli e abbiamo dovuto dimostrare la nostra innocenza…la lotta non e’ finita ma oggi un bel colpo si e’ assestato. In aula oggi eravamo tutti uniti sulla stessa linea d’attacco contro le macchinazioni della Questura che usa (come si e’ dimostrato oggi)i fascisti come sporca manovalanza. La denuncia contro questo “gioco di squadra” tra fascisti e questura e’ stata fatta anche nelle dichiarazioni spontanee di alcuni imputati ed e’ stato dimostrato che hanno provato a dividerci e a spezzarci ma non ci sono riusciti. La nostra battaglia continua tutti sullo stesso fronte per continuare a smantellare granello dopo granello il castello di sabbia che ha costruito il questore Manzo un anno fa.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti quelli che oggi sono venuti in tribunale ad assistere all’udienza perchè pensiamo che vederle con i proprio occhi queste cose sia molto meglio che sentirsele raccontare!!



Katiuscia per il Comitato amici e parenti di Alessandro Della Malva



23.11.10

Ancora rimandata la sentenza al processo degli antifascisti toscani a Pistoia

di Alessandro Della Malva

Il 19 novembre si sarebbe dovuto concludere il processo ai sei antifascisti accusati dell'irruzione nel covo fascista di Casa Pound dell'11 ottobre '09, ma così non è stato. Era previsto infatti un confronto in aula tra due testimoni dell'accusa (i due fascisti, simpatizzanti di Casa Pound, Marco Lucarelli e Michele Ramondia) e un altro testimone (Luciano Bartolini) convocato durante la scorsa udienza del 1° ottobre dallo stesso giudice Costantini e che aveva definitivamente sbriciolato la credibilità dei due fascisti. Il Lucarelli ed il Ramondia hanno fatto di tutto per evitare questo confronto, accampando delle scuse e facendo slittare l'udienza fino alle 3 del pomeriggio (l'inizio era previsto alle 9). In un'aula di tribunale piena di sostenitori dei compagni, i due fascisti hanno continuato ad annaspare e a contraddire in particolare la prima versione della loro testimonianza (quella che ha determinato l'arresto dei promotori del coordinamento regionale contro le ronde razziste di Maroni), contribuendo a smascherare ulteriormente la montatura diretta dal questore Maurizio Manzo.
Dopo il confronto tra i testimoni il giudice Luciano Costantini ha valutato che non c'era abbastanza tempo per il dibattimento e la sentenza e quindi ha rinviato l'udienza al 31 gennaio '11. Dov'è finita tutta la fretta per arrivare ad una sentenza, che addirittura aveva spinto il PM Luigi Boccia a chiedere il rito immediato (senza indagini preliminari)??

Continuiamo a denunciare l'utilizzo illegale ed eversivo di testimonianze palesemente false per colpire gli oppositori politici, i promotori delle mobilitazioni contro le leggi liberticide e antidemocratiche promosse dal governo Berlusconi e dai suoi scagnozzi.
Denunciamo questa infame montatura diretta dalla questura di Pistoia e sostenuta dal PM Luigi Boccia. Ricordiamo che lo stesso Boccia ha sostenuto, contro ogni evidenza, un capo di imputazione completamente inventato, quello di devastazione e saccheggio, apposta per fermare il lavoro degli imputati (infliggendo agli imputati mesi di carcere, arresti domiciliari ed una sorta di moderno confino). Ricordiamo anche che il PM, sconfessato dalle sentenze di Cassazione e del Tribunale del Riesame e quindi persa ogni credibilità, è stato costretto ad abbandonare il caso (seguito oggi dal Procuratore capo Dell'Anno).

Come siamo ormai abituati a vedere da mesi, anche questa volta il questore Maurizio Manzo, il giorno prima dell'udienza, è apparso sui giornali locali, vantandosi delle sue operazioni di polizia: in questo caso l'arresto di sei prostitute nigeriane, sei povere ragazze che da mesi erano sulle strade di Pistoia (solo ora hanno attirato l'attenzione della polizia). Tutto questo per mantenere agli occhi della popolazione pistoiese un'immagine di difensore dell'ordine pubblico: in realtà un soggetto reazionario ed eversivo come il questore Maurizio Manzo rappresenta una minaccia per tutte le masse popolari di Pistoia, come ha rappresentato una minaccia per quelle di Lucca quando lavorava in questa città ed ha lasciato imperversare nella più totale impunità i fascisti dei Bulldog, lasciandoli liberi di commettere un numero impressionante di aggressioni e pestaggi. Questore Manzo vergognati!!!

Il questore Manzo a Pistoia sta cercando di accreditarsi come principale sostenitore della linea eversiva promossa dalla destra reazionaria. Una linea sintetizzata nelle parole di Marchionne quando sostiene che la lotta di classe non esiste più (o per meglio dire va repressa) e che i lavoratori italiani devono prepararsi a combattere contro quelli di altri paesi (in poche parole dobbiamo prepararci alla guerra). Una linea che si manifesta nelle vergognose persecuzioni verso gli immigrati poveri, attraverso quei lager chiamati CIE e con la politica della "guerra tra poveri". Ma questa strada reazionaria viene sbarrata dalle mobilitazioni come quelle di Brescia, Milano e Torino, in cui italiani ed immigrati stanno lottando per una vita dignitosa, per i diritti di tutti. Questa strada viene sbarrata anche dalla mobilitazione che, da oltre un anno, si è scatenata dopo gli arresti degli antifascisti a Pistoia. Questa strada viene sbarrata dalle mobilitazioni che nella zona di Napoli si sono sviluppate contro la devastazione dell'ambiente e le speculazioni sullo smaltimento dei rifiuti, per un ambiente sano in cui crescere i propri figli.
Denunciamo pubblicamente il ruolo eversivo e reazionario di personaggi come il questore di Pistoia Maurizio Manzo, come i questori di Brescia e di Torino che non hanno esitato a reprimere il movimento e la solidarietà a fianco degli immigrati in lotta per la loro dignità e per la difesa dei diritti umani più elementari. Denunciamo il ruolo reazionario del questore di Massa su cui pesa la responsabilità della carica contro gli operai della Eaton licenziati in blocco dal padrone. Combattiamo ogni tendenza alla passività ed alla rassegnazione: chiudiamo la strada a chi sostiene i fascisti, a chi fa carta straccia della Costituzione, a chi promuove una via d'uscita reazionaria dalla crisi. Sviluppiamo un fronte compatto contro le "prove di fascismo", sviluppiamo il coordinamento tra le varie esperienze, rafforziamo esperienze come l'Assemblea nazionale antifascista. Aggreghiamo intorno alla battaglia contro le prove di fascismo tutti gli elementi migliori, antifascisti, sinceramente democratici. Facciamo diventare questa una battaglia per costruire un governo di emergenza popolare, che possa sin da ora porre fine agli effetti più distruttivi della crisi.

Il questore di Pistoia Maurizio Manzo deve essere cacciato!!!
I questori di Massa, Brescia e Torino devono essere cacciati!!!
Chiudiamo la strada alle prove di fascismo promosse dalla destra reazionaria!!!
Costruiamo un governo di emergenza popolare!!!

Durante la giornata del 19 uno degli imputati, Alessandro Della Malva (segretario federale toscano del P-Carc), ha rilasciato un'intervista a delle emittenti locali, in cui denunciava il ruolo del questore Maurizio Manzo nella montatura che ha colpito gli antifascisti: l'intervista è stata trasmessa (tagliata) nei TG regionali, ma niente servizio su TVL di Pistoia, manifestando in modo ancor più evidente il tentativo in atto di tenere nascosti i contorni della montatura.
In ogni caso abbiamo provveduto a filmare anche noi l'intervista che chiunque potrà vedere collegandosi ai seguenti link: www.facebook.com/home.php? www.youtube.com/watch?v=ywP27gBHpLg
Questa è una forma di "giornalismo popolare" che serve a smascherare le violazioni della libertà di espressione e di informazione che le redazioni di giornali e TV mettono in atto censurando notizie ritenute scomode. Oggi più che mai chi sostiene una politica reazionaria, antidemocratica e antipopolare ha bisogno di lavorare nell'ombra, di nascosto, ha bisogno di creare delle montature, di utilizzare infiltrati e provocatori. Cogliamo ogni occasione per filmare, denunciare pubblicamente gli infiltrati, i provocatori e gli artefici delle "operazioni sporche", in modo che tutti sappiano che faccia hanno e possano difendersi da queste minacce.


Sosteniamo ed esprimiamo solidarietà ad Angelo D'Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del P-Carc), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Rosalba Romano (dell'Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito "Caccia allo sbirro" realizzato dal (nuovo) Partito Comunista Italiano. Partecipiamo all'udienza preliminare che si terrà il 22 dicembre presso il Tribunale di Bologna, portiamo la nostra solidarietà a chi si batte per la salvaguardia delle conquiste e dei diritti democratici conquistati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione.

RIBELLIAMOCI CONTRO IL MODERNO CONFINO PER GLI ANTIFASCISTI!!!!!
IL GIUDICE SI SCHIERERA’ DALLA PARTE DI QUELLI CHE VOGLIONO FARE CARTA STRACCIA DELLA COSTITUZIONE OPPURE DARA’ FINALMENTE VOCE ALLA VERITA’??
Dopo nove mesi dall’11 ottobre 2009 (data ormai storica per gli antifascisti toscani) la posizione dei compagni colpiti dalla repressione e’ che sono ancora tutti sottoposti ad una sorta di moderno confino(impossibilita’ di uscire dalla provincia di residenza)e obbligo di dimora notturna(impossiilita’ di uscire di casa dalle 21.00 alle 7.00 del mattino). Questo nonostante la Cassazione, con sentenza del 1°aprile 2010, abbia dichiarato che, il ricorso fatto dagli antifascisti presso il Tribunale di Firenze a novembre 2009, sia nullo perche’ inconsistente e inesistente il reato di devastazione e saccheggio, che giustificherebbe i provvedimenti presi dal PM Boccia e il questore Manzo.
Ora il 21 luglio prossimo alle ore 9.00 presso il Tribunale del Riesame di Firenze si terra’ l’ udienza per decidere se queste custodie cautelari siano o meno lecite…noi ci domandiamo se il giudice avra’ il coraggio di ignorare per l’ennesima volta le prove, i dati di fatto e la sentenza della Cassazione in nome della volonta’ di avvallare le prove di fascismo in corso nella nostra regione e in nome della volonta’ di sostenere una farsa che va ormai avanti da troppi mesi. Noi pensiamo, basandoci su cio’ che dice la Costituzione italiana, su cio’ che dicono i fatti, su cio’ che dice la sentenza di Cassazione, che non puo’ essere che un altro giudice chiuda gli occhi e appoggi a spada tratta questa repressione atta a chiudere la bocca e impedire l’agibilita’ politica di esponenti di un partito politico e di antifascisti, attivi sul nostro territorio. Non dimentichiamoci mai che tutta questa montatura ha avuto , sin dall’inizio, come unico obiettivo quello di stroncare il coordinamento regionale contro le ronde contenute nel pacchetto sicurezza del ministro Maroni.
Per cui riassumendo il giudice avra’ la responsabilita’ di decidere se continuare nella persecuzione degli antifascisti e fare carta straccia della Costituzione Italiana oppure cambiare strada dando finalmente voce alla verita’.
Dunque a questo punto nasce spontanea una domanda…. Cosa si puo’ fare se il giudice decidera’ di continuare nella persecuzione degli antifascisti?Tendenzialmente verrebbe da dire …nulla! Sei all’angolo….invece pensiamo che una possibilita’ ci sia…prendiamo spunto da cio’ che hanno di recente dichiarato i giornalisti italiani… ossia che data l’ illegittimita’ della “legge bavaglio” in caso di sua applicazione la violerebbero…oppure ancora prendiamo spunto da cio’ che dichiararono mesi fa’ i medici italiani riguardo la proposta di legge che chiedeva , anzi ordinava loro, di denunciare gli immigrati irregolari che si fossero presentati al pronto soccorso bisognosi di cure. Anche loro, in quel caso, dichiararono che avrebbero violato la legge in quanto illegittima…Per cui a noi non resta che seguire il loro esempio. Nel nostro caso..se il 21 a Firenze venisse negata la liberta’ ai nostri compagni vorrebbe dire che la sentenza della Cassazione (ossia che il reato di devastazione e saccheggio non esiste) viene volontariamente ignorata….vorrebbe dire che si fa’ carta straccia dei diritti delle persone…per cui diventerebbe giusto e quasi obbligatorio violare un provvedimento che e’ evidentemente incostituzionale in quanto limita la liberta’ delle persone e cosa molto piu’ grave limita con la forza(e non la forza della legge ma la forza della strumentalizzazione della legge) la liberta’ di pensiero e l’agibilita’ politica, limita il diritto alla difesa(n.d.r. che e’ stato negato a Della Malva di incontrare il suo avvocato a Firenze).
E’ giusto, secondo noi, ribellarsi a tutto quello che non e’ legittimo . Le persone non sono mandrie di caproni che accettano tutto solo perche’ imposto con la forza. Dobbiamo alzare la testa e fargli capire che non schiacceranno i nostri diritti!!!
NOI COME COMITATO AMICI E PARENTI DI ALESSANDRO DELLA MALVA SOSTERREMO GLI IMPUTATI DEI FATTI DI PISTOIA CHE VORRANNO VIOLARE LE INGIUSTE E ILLEGITTIME MISURE RESTRITTIRE QUALORA QUESTE DOVESSERO PERDURARE OLTRE IL 21.LUGLIO 2010.
INVITIAMO TUTTI GLI ANTIFASCISTI E I SINCERI DEMOCRATICI A FARE ALTRETTANTO!!!








Ieri, venerdì 17 settembre, si è svolta l’ennesima udienza del processo contro gli antifascisti coinvolti nei fatti di Pistoia. L’udienza e’ stata relativamente corta ma, secondo noi, molto significativa. C’e’ stato infatti il passaggio di testimone tra il PM Luigi Boccia e il Procuratore Generale Dell’Anno. Apparentemente, la condotta tenuta in aula del Procuratore Generale, e’ stata molto diversa da quella tenuta, fino ad ora, dal PM Boccia. Il Procuratore non ha infatti posto obbiezione alcuna alle richieste fatte dalla difesa. Le richieste sono state di mettere agli atti i tabulati telefonici degli accusati e il riesame delle intercettazioni ambientali fatte durante la lunga notte passata in questura dai compagni l’11 ottobre 2009. In particolare questa intercettazione ha fatto si che l’udienza fosse rinviata al primo di ottobre visto che la prima perizia portata in aula dal PM Boccia era viziata nella trascrizione. Era diciamo cosi stata sbobinata in modo piuttosto libero e ad arte per estrapolare frasi che viste da sole potevano sembrare a sfavore degli imputati. Il giudice ha riconosciuto questa irregolarità e si e’ riservato di decidere se lo sbobinamento fornito dalla difesa sia accettabile o se si dovrà effettuarne un terzo e questa volta definitivo. Le intercettazioni sono infatti chiaramente a favore degli imputati e dimostrano chiaramente che nessuno sapeva il motivo per cui erano stati sottoposti a quella deportazione in questura.

Altro fatto rilevante per il processo e’ stata una foto che la difesa ha fornito al giudice….foto in cui si vede molto chiaramente uno stencil sul bancone della pizzeria di proprietà di uno dei principali accusatori dell’accusa che ritrae la tartaruga di Casa Pound…il giudice dopo averla vista l’ha definita “ piuttosto eloquente….”

Dunque concludendo possiamo, forse dire, che il Procuratore Generale Dell’Anno, visto il suo atteggiamento in aula, ha deciso o sta decidendo di schierarsi dalla parte della giustizia e di non voler appoggiare o avvallare, con il suo comportamento, la montatura, organizzata e portata avanti fino a questo momento, dal questore Manzo e dal PM Boccia. Noi ci auspichiamo che sia davvero cosi e attendiamo l’udienza(forse conclusiva) di questo processo.

Rileviamo con un po’ di dispiacere, di delusione non si può parlare perchè forse ce lo aspettavamo, che le interviste fatte fuori dal tribunale venerdì mattina sono state interamente censurate….forse a qualcuno ha dato fastidio che siano stati denunciati i legami tra un poliziotto(ma forse non solo uno) di Pistoia e la Fondazione R.S.I. di Terranova Bracciolini…

Infine, Alessandro Della Malva, ha sporto denuncia presso la caserma dei Carabinieri di Pistoia contro Marco Lucarelli per falsa testimonianza..anche in questo caso dobbiamo rilevare che Alessandro la denuncia se l’e’ dovuta sudare , visto che, un sedicente Carabiniere sosteneva che Alessandro non poteva fare la denuncia adducendo scuse e motivazioni assurde. Dunque dopo aver assistito a svariati sopprusi durante questo anno assistiamo anche ad un tentativo di impedire una denuncia di un libero cittadino.

Chiediamo a tutti gli antifascisti e a tutti i sinceri democratici di partecipare in massa il primo ottobre presso il Tribunale di Pistoia alle ore 9.00 del mattino, per assistere, all’ultima udienza di questo processo che e’, forse, l’ultimo atto di una storia che dimostra chiaramente quello che e’ oggi la Repressione contro gli antifascisti ma e’ anche l’esempio di cosa vuol dire e di quanto puo’ essere forte e decisiva la mobilitazione popolare.

COMITATO AMICI E PARENTI DI ALESSANDRO DELLA MALVA

I veri eversivi sono i fiancheggiatori dei fascisti di
Casa Pound e Forza Nuova!!!


A quanto pare abbiamo un'altra dimostrazione di come in toscana si stia cercando di chiudere la bocca agli antifascisti!!!
Oggi il nostro caro PDL, attraverso i suoi consiglieri comunali, presenta all'ordine del giorno del Consiglio comunale di Poggibonsi una mozione contro l'osservatorio antifascista di Poggibonsi portando come motivazione il fatto che all'interno vi sarebbero delle organizzazioni filo eversive…e chi sono i filo eversivi secondo loro??? Gli antifascisti che si stanno impegnando a monitorare i movimenti dei cosiddetti fascisti del terzo millennio e denunciare qualsiasi loro iniziativa evitando che venga fatta.
Ma chi sono queste fantomatiche organizzazioni filo eversive che si anniderebbero all'interno dell'osservatorio??secondo il PDL sono li CARC nella persona di Alessandro Della Malva e, conseguentemente, il comitato amici e parenti di Alessandro Della Malva!!! Le motivazioni addotte farebbero riferimento ad un procedimento che ha colpito nel 2008 il partito dei CARC finito con non luogo a procedere e ai fatti, ormai noti, di Massa e Pistoia …vorremmo ricordare che all'interno di Casa Pound di Pistoia l'11 ottobre c'era un Consigliere comunale di Pistoia del PDL ….dunque la domanda nasce spontanea….chi e' filo eversivo? Noi una risposta ce la siamo data… infatti, se due più due fa' quattro,se ne può dedurre che se i componenti di Casapound durante il processo di Pistoia si sono definiti davanti al giudice fascisti del terzo millennio…allora un Consigliere che si trovava nella loro sede durante l'assalto dell'11 ottobre e' filo eversivo per forza dato che un fascista del terzo millennio e' un eversivo…per bocca della Costituzione Italiana!!!! Dunque come fa' un partito come il PDL a definirsi antifascista e rispettoso dell'antifascismo mentre frequenta i componenti e le sedi di Casapound e mentre butta fango su un organo importante come l' osservatorio di Poggibonsi??? Forse perchè come qualcuno ha detto vogliono solo cani scodinzolanti e adoranti e non cani da guardia????
Pretendiamo che i nostri comuni vengano dichiarati "comuni antifascisti": nessuna agibilità a chi non si riconosce nei valori dell'antifascismo e della Resistenza!!!
Smascheriamo il gioco sporco del PDL che criminalizza l'osservatorio antifascista di Poggibonsi e poi va a braccetto con i picchiatori e gli accoltellatori di Casa Pound e Forza Nuova!!!
APPUNTAMENTO ORE 16.00 DOMANI 28.05.10 PER ASSISTERE AL CONSIGLIO COMUNALE DI POGGIBONSI!!!!!!!!
CAAT SIENA

ASSISTIAMO ALL'ENNESIMA PROVOCAZIONE E STRUMENTALIZZAZIONE MEDIATICA DI CASA POUND, QUESTA VOLTA DI SIENA

Martedi 13 luglio presso la facoltà di archeologia di Siena si assiste all'ennesima provocazione del Sign.Taddei che in modo provocatorio sferra un pugno in pieno viso ad uno studente e poi strumentalizza, con il solito appoggio dei giornali locali, l'accaduto rivangando fantomatiche aggressioni minacce etc avute, secondo la sua versione, dagli antifascisti senesi.
Non e' la prima volta che in Toscana si assiste a Teatrini di questo tipo…in particolare su Siena ogni tanto ci si inventano minacce di vario tipo e aggressioni che poi finiscono con una montagna di bugie e vittimismi vari atti solo a farsi pubblicita' gratuita…si… pubblicita'… perche' purtroppo le prime pagine delle nostre testate giornalistiche(vedi Il Corriere di Siena, vedi Il cittadino on line etc)hanno regalato prime pagine a sfare al sign Taddei e alla sua versione dei fatti….a noi pero' risulta che i fatti siano andati diversamente …molto diversamente…infatti stranamente il sign.Taddei dall'alto della sua bonta' ha ritenuto di non dover sporgere denuncia…come mai??Forse perche' la coscienza non era abbastanza pulita per sostenere davanti ad un giudice di essere stato aggredito? In effetti quanto provocato ad arte dal sign.Taddei, e' bastato per avere i giornalisti striscianti, che spopolano nelle redazioni dei nostri giornali locali, al suo servizio…e proprio in un periodo in cui Casa Pound non era riuscita a procurarsi la pubblicita' quotidiana necessaria ha pensato bene di creare ad hoc una situazione mediaticamente utile ai loro scopi!!
Detto questo ci domandiamo come mai sia arrivata puntuale la solidarieta' del PD….non ci stupisce del tutto perche' anche in questo caso e' un film gia' visto….ma il PD si e' fermato un secondo a pensare cosa faceva quando mandava in stampa il comunicato di solidarieta'?Si e' fermato a pensare cosa vuol dire dare solidarieta' a qualcuno e a chi la stava dando??Oppure dare la solidarieta' oggi significa poco o nulla ed e' solo un "andare dove ti porta il vento?" per cui, anche se la dai ad un fascista del terzo millennio, per uno dei suoi mille teatrini inventati in famiglia non importa ?(n.d.r che uno degli ultimi teatrini riguardava un fantomatico biglietto minaccioso recapitato alla sua ragazza) Pensiamo che questo sia un fatto gravissimo molto piu' grave delle dichiarazioni del Sign.Taddei che ormai conosciamo e le cui parole e dichiarazioni sappiamo pesare! Chiediamo al PD di valutare questa inziativa presa e di chiedersi se forse non sia il caso di ritrattare…magari e' stata una svista in una fase di convulse notizie arrivate tutte insieme e non tutte veritiere!!
Noi nell'esprimere la nostra PIENA e VERA solidarieta' al compagno coinvolto in questa vicenda vogliamo denunciare il clima sempre piu' intollerabile che si vive nelle nostre citta', dimostrato dagli innumerevoli e continui episodi di provocazioni fasciste che vengono strumentalizzate(come in questo caso) o sminuite(come nel caso dell'aggressione subita presso la facolta' di filosofia di Siena durante l'occupazione dei mesi scorsi, ridotta a una ragazzata….) dalle forze dell'ordine e dal servilismo delle testate giornalistiche (di certo, testate come il Corriere di Siena, non aspettano l'applicazione della legge bavaglio e della strumentalizzazione dell'informazione dato che la stanno ampiamente applicando da molto). La chiara volonta' che emerge e' di far passare il lavoro degli antifascisti ad una mera guerra tra bande, ma noi non ci stiamo ….dobbiamo e vogliamo reagire per garantire l'agibilità politica e sociale, denunciando le collusioni e le coperture politiche di cui godono questi fascisti che evidentemente si possono permettere di provocare dare cazzotti e poi passare da vittime….
Siamo convinti che agiscono cosi perche' qualcuno glielo permette …quel qualcuno dovrebbe garantire a tutti che il fascismo e chi si professa fascista del terzo millennio non abbia agibilita' politica, non abbia la liberta' di costruire queste situazioni e non abbia la possibilita' di avere intere pagine di giornale sulle quali esporre un simbolo di chiaro stampo fascista e una sequela di accuse infondate e a tratti ridicole!!
CAAT SIENA

3 maggio 2010

(dal comunicato Nazionale del P-CARC)

Udienza del 28 aprile 2010 sul processo "Casapound Pistoia"

Oggi si è tenuta la sesta udienza del processo contro gli antifascisti toscani (tra cui i nostri compagni Alessandro Della Malva e Juri Bartolozzi) inquisiti per l'irruzione nella sede di Casa Pound Pistoia avvenuta lo scorso 11 ottobre.
La montatura orchestrata dal questore Manzo e dai vertici della DIGOS pistoiese, con la complicità del PM Boccia e di Massimo Dessì (coordinatore locale di Casa Pound e principale testimone dell'accusa), ormai fa acqua da tutte le parti.

Il falso testimone
Il principale elemento in sostegno dell'accusa, ossia la testimonianza del fascista Dessì, esce fortemente screditato dal percorso processuale. Per i seguenti motivi:
1. durante la prima deposizione ha dichiarato di non aver visto nulla e, successivamente, ha cambiato completamente versione, ritrattando e descrivendo minuziosamente gli "aggressori";
2. è stato smentito dall'altro testimone oculare (Tommasi, consigliere comunale del PdL, presente nella sede di Casa Pound anche al momento dell'irruzione) il quale ha dichiarato di non essere stato in grado di vedere nulla e, inoltre, di trovarsi tra il Dessì e gli "aggressori" coprendo il primo!
3. è emerso infine che la moglie di Tommasi l'11 ottobre era presente in questura (pur non avendone alcun diritto: era quindi coperta dal questore Manzo e dalla DIGOS) e prendeva minuziosamente appunti sui compagni fermati. Risulta difficile non vedere il rapporto tra la seconda testimonianza del Dessì (in cui descriveva i compagni nei minimi particolari) e questi appunti!

Le false prove
L'11 ottobre il questore Manzo, dopo aver dato l'ordine di sequestrare decine di compagni e portarli illegalmente dal Circolo Primo Maggio (dove si trovavano per fare un'assemblea antifascista) in questura, ha dichiarato alla stampa che erano state trovate spranghe e catene: cosa non vera. Molto probabilmente si riferiva alle spranghe e alle catene presenti nel borsone di un agente della DIGOS il quale era entrato nel Circolo Primo Maggio ma, seguito da alcuni compagni, ne era uscito portandosi dietro il suo sacco, cosicché né spranghe né catene sono state "ritrovate" (come invece avvenuto con le molotov "rinvenute" nella Scuola Diaz di Genova).

Il falso capo d'imputazione
Anche il capo d'imputazione di "devastazione e saccheggio" si è smontato pezzo dopo pezzo, risultando essere un pretesto adottato dal PM Boccia, su ordine del questore Manzo e della DIGOS, per poter incarcerare subito i compagni e tenerli in carcere dei mesi con la complicità del Tribunale del riesame di Firenze. L'accanimento con cui il PM Boccia da mesi attacca il giudice Costantini che ha attenuato le misure cautelari ai compagni inquisiti poiché "i fatti risultano essere ridimensionati" ne è la chiara dimostrazione. Nella sua battaglia contro l'attenuazione delle misure cautelari Boccia ha incassato però una serie di testate sul muro:
1. la Corte di Cassazione nelle scorse settimane ha accolto il ricorso fatto dai compagni inquisiti contro il Tribunale del riesame di Firenze il quale nel mese di novembre aveva rigettato la richiesta di revoca delle misure cautelari emesse nei loro confronti;
2. il 21 aprile il Tribunale del riesame di Firenze, "facendo tesoro" del verdetto della Cassazione, ha respinto il ricorso presentato dal Boccia contro il giudice Costantini per aver attenuato le misure cautelari;
3. il giudice Roberto Tredici, che ha condotto il processo contro l'unico imputato che in questa inchiesta ha scelto il rito abbreviato (l'anarchico Marco Tonarelli), si è schierato dalla parte del questore Manzo e del PM Boccia condannando Marco. Nonostante questo suo spirito da vero e proprio lacchè antidemocratico non è riuscito, suo malgrado, ad evitare di derubricare il reato contestato da "devastazione e saccheggio" a "danneggiamenti" grazie ai colpi inferti alla montatura giudiziaria, smontando di fatto con questa sentenza l'accusa più grave di "devastazione e saccheggio".

La prossima udienza
Il giudice Costantini ha fissato la prossima udienza per il 17 settembre: la mobilitazione che sta attraversando il nostro paese contro i tentativi della destra reazionaria e dei gruppi fascisti e razzisti di calpestare il 25 aprile e il 1° maggio ha fatto "ben pensare" al giudice di fissare la prossima udienza il più lontano possibile, nella speranza che la vigilanza antifascista nel frattempo scemi!

Lanciamo l'appello a tutti i progressisti, gli antifascisti e i comunisti a prendere posizione pubblica contro il tentativo del questore Manzo e della sua banda eversiva e antidemocratica di rendere il processo di Pistoia un precedente per condurre in maniera più dispiegata e feroce la persecuzione degli antifascisti e di tutti coloro che si oppongono alla destra reazionaria!

Portiamo fino in fondo questa battaglia, diamo una lezione esemplare a chi promuove ed è complice delle "prove di fascismo" in corso nel nostro paese:
" il questore Manzo deve essere revocato dal suo incarico!
" Le sedi di Casa Pound e degli altri gruppi fascisti devono essere chiuse dalle Autorità per "apologia di fascismo"!
" Le misure cautelari a cui sono ancora sottoposti i compagni inquisiti (obbligo di dimora e limitazioni di spostamento) devono essere immediatamente revocate: sono illegali e antidemocratiche! Se questo non avverrà, sarà giusto e legittimo violarle!

Avanti nella costruzione di un fronte unito antifascista e antirazzista: rafforziamo il Coordinamento Antifascista e Antirazzista Toscano, rafforziamo l'Assemblea Nazionale su Antifascismo e Repressione (che lo scorso 17 aprile ha tenuto a Brescia la sua seconda riunione nazionale), rafforziamo il Coordinamento Antirazzista 17 ottobre (che il prossimo 8 maggio a Roma terrà la riunione del gruppo di collegamento), salutiamo e sosteniamo con gioia l'autorganizzazione degli immigrati in lotta e il I Congresso nazionale del Comitato Immigrati Autorganizzati, anche questo è un importante segnale dello sviluppo della lotta contro il fascismo e il razzismo!

Impediamo la parata fascista di Blocco Studentesco/Casa Pound del 7 maggio a Roma e le altre iniziative fasciste e razziste promosse a Milano per l'1 e 2 maggio, con il patrocinio di Provincia, Comune e Consigli di Zona di Milano!

Lottiamo per la cancellazione delle nuove leggi razziali come il Pacchetto Sicurezza e il "pacchetto sicurezza per via Padova" emesso dalla Moratti!

STRONCHIAMO SUL NASCERE LE PROVE DI FASCISMO!

09/05/10

Nella notte tra venerdì e sabato la facoltà di lettere di Siena e' stata letteralmente assaltata da un gruppo di "persone" che hanno tentato per almeno due ore, prima di entrare e poi di far uscire i ragazzi che, ormai da giorni, stavano occupando la facoltà, per i grossi problemi e le grosse difficoltà in cui si trova l'ateneo in questo periodo….e più in generale il mondo della scuola tutto.
L'occupazione degli studenti di sinistra si stava e si sta rivelando un' iniziativa piena di entusiasmo e di ottimi risultati ottenuti con svariate iniziative, dibattiti e occasioni di confronto e culturali. Il tutto in un contesto pacifico, tranquillo e in collaborazione con molte realtà, anche esterne, ma solidali col mondo della scuola e del lavoro. In questo contesto e' avvenuto ciò, che dal nostro punto di vista, va inquadrato in un attacco di piuttosto chiara matrice fascista. Diciamo questo perchè lo schema usato e' sempre il solito..si recluta un numero piuttosto ridotto di persone più o meno riconducibili alla destra militante, si mandano in spedizione punitiva con il compito di provocare e, magari, far scoppiare una piccola rissa per poi poter usare l'accaduto dimostrando che le iniziative come le occupazioni, o più in generale, le proteste di studenti o masse popolari, non sono altro che scuse per fare "casino" ….Se questo, come in questa occasione, non va a buon fine si riduce tutto ad una "bravata" di un gruppetto di ragazzi che aveva alzato un po' troppo il gomito….noi ci chiediamo…come mai se l'aggressione viene da destra e' sempre e solo una bravata? Basta arrivare in Questura puzzando d'alcool per essere automaticamente giustificati?La polizia e la magistratura hanno il dovere di fare in modo che i responsabili, già identificati, vengano puniti per ciò che hanno fatto e rispondano delle provocazioni e delle aggressioni di cui si sono resi protagonisti: furto di un pc, incendio doloso interno ad una biblioteca universitaria con persone presenti nell'istituto(si può ipotizzare il tentato omicidio?), aggressioni verbali e tentativo di sfondamento di un portone…..Vogliamo pensare e sperare che la gestione di questa faccenda sia altrettanto solerte e impegnata da parte delle forza dell'ordine come lo e' in altre occasioni…noi staremo qui a vigilare che i diritti dei cittadini siano rispettati e che il tutto non venga archiviato come una "bravata", perché questo non sarebbe tollerabile. Non ci possono essere due metri e due misure sempre! Siamo stanchi di questi giochetti !!!
Pensiamo che questo evento, come tanti altri, sia la chiara espressione di ciò che sta succedendo in Italia negli ultimi tempi…queste sono tutte prove di forza, tentativi di schiacciare e zittire intimorendo chi non vuole stare zitto, chi non vuole sottomettersi alla deriva verso cui sta andando il nostro paese, chi vuole occupare per protestare e far sentire la sua voce, chi vuole manifestare liberamente e chi vuole aggregarsi in comitati, coordinamenti etc per organizzarsi e combattere questo stato delle cose.
In questo contesto proprio oggi sabato 8 maggio e' ufficialmente nato il CAAT (Coordinamento antifascista e antirazzista toscano)di Siena. La finalità di questo coordinamento e' quella di vigilare ed agire perché cose come queste non succedano più…. e se succedono devono essere prontamente denunciate assicurandosi che chi si fa promotore e braccio del fascismo venga fermato e isolato. Non bisogna lasciare nessuna agibilità ai fascisti….nemmeno a quelli che si professano benefattori e pacifisti perchè sono tutte maschere, sono espedienti per mescolarsi alla gente per poi accoltellarla alle spalle.
Come CAAT di Siena vogliamo dare la più sentita solidarietà agli studenti che hanno occupato la Facoltà di Lettere e che,per questo, hanno subito questo attacco infame . Vogliamo dare il nostro più ampio sostegno e sprono a continuare la loro lotta ancora più motivati di prima. Vogliamo siano sicuri di non essere soli in questa battaglia perché l'unione fa la forza e la solidarietà è un' arma da usare sempre.
Invitiamo tutti i partiti e le istituzioni cittadine a prendere posizione pubblicamente su questa aggressione ed esprimere tutta la loro solidaretà agli studenti!!
CAAT SIENA

23 aprile 2010

Questa mattina ho assistito ad un bell'esempio di come la lotta paghi sempre quando è condotta con decisione ed intelligenza. All'istituto SARROCCHI di Poggibonsi gli studenti avevano organizzato per domani 24 aprile una serie di dibattiti all'interno dell'istituto aperti ai cittadini aventi vari temi e tra i quali quello della repressione attraverso la legge Bossi Fini e della repressione in genere. Ebbene, la preside dopo aver concesso gli spazi, all'improvviso ha revocato il provvedimento facendolo slittare al 4 maggio. Immediata la reazione degli studenti che nella giornata di oggi sotto una pioggia battente hanno presidiato l'esterno dell'istituto organizzando un'assemblea all'aperto alla quale hanno partecipato non meno di 200 ragazzi. Su 1250 studenti hanno partecipato alle lezioni circa 200 persone. Nell'assemblea è stata affermata la volontà nel caso di risposte negative da parte dell'istituto di occupare immediatamente la scuola. Dopo un'ora la direzione scolastica ha mandato a chiamare i rappresentanti degli studenti e ha comunicato loro che con una circolare la preside ripristinava il normale calendario di iniziative. Vittoria dunque! Tra gli adulti oltre al sottoscritto che sfruttando la cassa integrazione ha potuto esserci, erano presenti il segretario P.R.C. di Poggibonsi ed il Consigliere Comunale del P.R.C. La nostra presenza molto discreta ma molto apprezzata dagli studenti, aveva lo scopo di monitorare la situazione ed offrire appoggio morale. La lotta l'hanno condotta i ragazzi e la vittoria è stata tutta loro! Sono molto contento, perchè questo è un bell'esempio che LA LOTTA PAGA SEMPRE! Sarebbe auspicabile che chi è nel mondo del lavoro prendesse esempio da questi ragazzi, dalla loro freschezza, dalla loro voglia a non farsi mettere sotto, dalla determinazione di riappropriarsi di ciò che è nostro, della nostra vita del nostro destino. Riappropriamoci del concetto della centralità del lavoro,perchè è attraverso la precarizzazione del lavoro che in questo paese sono passate derive razziste, lotte tra poveri, rassegnazione, disgregazione sociale.

Bella gioventù, bravi ragazzi!

Gianni

Campagna Tesseramento ANPI

Mai come in questi anni stiamo dimenticando il nostro passato e le nostre radici; conflitti mai risolti riemergono, nuove forze xenofobe guadagnano consensi tra la popolazione, piccoli nostalgici del ventennio rispuntano da ogni dove. Pare che l'Italia stia scordando che lo stato repubblicano è nato sulle solide basi dell'esperienza antifascista e partigiana. Assistiamo invece al diffondersi di gruppi che rivendicano il diritto ad essere fascisti, che parlano di antifascismo come di un idiologia distruttiva, un qualcosa che sa solo opporsi e non rappresenta un valore costruttivo. L'antifascismo è invece un valore fondante per la nostra repubblica, un idea antitotalitaria che si contrappone alla logica liberticida del fascismo e che è stato capace di unire l'Italia andando oltre alle barriere politico ideologiche; ed è proprio su di esso che la nostra costituzione si basa ed in esso affonda le sue radici.
Per ribadire nuovamente questi concetti e per rendere omaggio ancora una volta a chi ha fatto una scelta difficile e dura per liberare l'Italia abbiamo deciso di promuovere una campagna di tesseramento all'ANPI. In vista del prossimo 25 Aprile, data fondante per l'Italia Repubblicana e simbolo della liberazione dal Nazi-fascismo, lanceremo una settimana di tesseramento all'associazione nazionale partigiani al fine di ribadirne l'importanza al di là di ogni volontà revisionistica. Ringraziamo l'ANPI di Siena per l'appoggio e l'entusiasmo con cui ha accolto la nostra proposta; illustreremo le modalità di tesseramento durante la conferenza stampa.


ANTIFA SIENA - CAP - CARC - GIOVANI COMUNISTI DI SIENA

Report dell'assemblea antifascista tenutasi a Pistoia, presso il circolo ARCI di Santo Moro l'11.04.10

Hanno partecipato all'assemblea rappresentanti di varie realtà toscane: P-Carc, PRC (con la responsabile regionale del Dipartimento antifascismo e dei circoli di Poggibonsi ed Agliana), Cobas Siena, Giovani Comunisti (con il responsabile dei Giovani Comunisti di Firenze), Comitato Donne Bella Ciao - Pistoia, RAF - Pistoia, Comitato Amici e Parenti di Alessandro Della Malva, PCL di Pistoia e Siena.
In tutto erano presenti 23 compagni.
Nel dibattito che ne è seguito si è parlato della situazione attuale e delle prospettive di mobilitazione antifascista in Toscana. Tutti i presenti hanno concordato che il governo Berlusconi si sta facendo promotore attivo della riabilitazione del fascismo e mettendo in campo vere e proprie prove di fascismo. La montatura poliziesca che, a Pistoia, ha portato agli arresti di sette antifascisti, impegnati nella costituzione di un coordinamento contro le ronde, rappresenta un tentativo di fermare lo sviluppo di un coordinamento tra forze antifasciste e antirazziste in Toscana.
Dal dibattito è emersa la necessità di contrastare il radicamento di organizzazioni fasciste nel nostro territorio anche dal punto di vista culturale, sviluppando e sottolineando i valori della Resistenza Partigiana. Questo vuol dire affiancare alla mobilitazione di piazza anche la lotta al revisionismo e all'intossicazione dell'informazione, messa in campo dalla borghesia reazionaria.
Durante l'assemblea è emersa pressoché unanimemente la convinzione che è necessario sviluppare il coordinamento delle forze antifasciste presenti sul territorio. Oggi questo coordinamento è costituito dal CAAT, a cui è necessario aderire per creare un lavoro collettivo ad un livello superiore. Per questo è stata valutata positivamente l'assemblea regionale del 17 aprile promossa dal CAAT, come momento di confronto e di unione di tutte le realtà antifasciste toscane.
Tutti i presenti hanno aderito alla proposta di manifestazione antifascista e antirazzista per il 24 aprile a Pistoia, come risposta alle numerose provocazioni e aggressioni fasciste degli ultimi tempi e per sostenere gli antifascisti che il 28 aprile avranno un'udienza del processo a loro carico a Pistoia. Sviluppare una mobilitazione, oggi che stanno emergendo i contorni della montatura poliziesca orchestrata dalla Questura e dalla Digos di Pistoia e sostenuta dal fascista Massimo Dessì e dal PM Luigi Boccia, diventa un'arma da usare contro il nemico. Questo vuol dire infliggere un duro colpo a chi, calpestando i valori della resistenza e la stessa Costituzione italiana, pensa di dettare legge e schiacciare la mobilitazione popolare di fronte agli effetti catastrofici della crisi. Reagire alle prove di fascismo vuol dire creare condizioni migliori per la lotta in difesa dei posti di lavoro e di tutte quelle conquiste di civiltà e benessere che le masse popolari italiane hanno strappato ai padroni, dalla Resistenza ad oggi.
La responsabile del Dipartimento antifascismo del PRC Toscana si è impegnata a creare una mobilitazione tra i circoli PRC, lo stesso hanno fatto il compagno dei Giovani Comunisti di Firenze ed il compagno dei Cobas di Siena, oltre chiaramente a tutte quelle forze che già oggi sono mobilitate per creare questa manifestazione. Altri hanno voluto ribadire la propria adesione, anche se a causa dei tanti impegni che si sono condensati in questo periodo, probabilmente non potranno essere presenti il 24 a Pistoia.
Quindi l'assemblea ha concluso che:
" è necessario sviluppare la più ampia partecipazione possibile all'assemblea regionale indetta dal CAAT per il 17 aprile;
" il 24 aprile organizzeremo a Pistoia una manifestazione antifascista e antirazzista in sostegno con gli antifascisti arrestati l'11 ottobre, contro le prove di fascismo e per la chiusura dei covi fascisti.
Segreteria Federale Toscana P-CARC

Nota stampa 09.04.10

Gli antifascisti arrestati l'11 ottobre scorso con l'accusa di aver devastato la sede di Casa Pound di Pistoia, hanno vinto il ricorso in cassazione contro la sentenza del Tribunale del riesame di Firenze del 3 novembre. Questa sentenza in cassazione dichiara nulla quella in appello che aveva confermato le misure cautelari per tre antifascisti: due agli arresti domiciliari ed uno in galera. Questa sentenza non fa che dimostrare l'evidente persecuzione contro l'antifascismo toscano, ordita dal PM Luigi Boccia, con l'aiuto del questore Maurizio Manzo e del fascista Massimo Dessì di Casa Pound. Il reato di devastazione e saccheggio è stato inserito appositamente per poter mettere in galera un dirigente del P-Carc e agli arresti domiciliari due antifascisti livornesi e per mettere paura e fermare il coordinamento delle forze antifasciste in Toscana: la derubricazione di questo capo d'imputazione, nel processo per rito abbreviato del 23 marzo a Marco Tonarelli, smaschera le macchinazioni del PM.
Denunciamo la persecuzione del PM Luigi Boccia, che incurante dello stesso parere del giudice (adesso anche di quello di cassazione), si ostina a fare leva su una "devastazione" in cui nessuno più crede. Il prossimo atto di questa farsa lo avremo il 21 aprile (alle ore 9) al Tribunale di Firenze, con il ricorso in appello contro la revoca degli arresti domiciliari, richiesta dal solito PM. Anche in questo caso gli antifascisti saranno presenti con un presidio per denunciare le sporche manovre di chi vorrebbe fermare la lotta contro le prove di fascismo messe in campo dal governo Berlusconi.
Ricordiamo anche che domenica 11 aprile alle ore 10, si terrà presso il circolo Arci di Santo Moro (Pistoia) un'assemblea pubblica per la realizzazione di una manifestazione antifascista e antirazzista, entro le prossime settimane a Pistoia.
Ricordiamo anche che il 28 aprile si terrà, presso il Tribunale di Pistoia, l'ennesima udienza contro gli antifascisti accusati di aver fatto irruzione nel covo fascista di Casa Pound.

La Segreteria Federale Toscana del Partito dei Carc






Resoconto della 4° udienza del processo "CasaPound Pistoia"



In data 8 marzo 2010 si è tenuta al tribunale di Pistoia la 4°udienza del processo "CasaPound Pistoia". Hanno deposto inizialmente alcuni testimoni della difesa, in seguito gl'imputati Yuri Bartolozzi ed Alessandro Della Malva. Durante il dibattimento sono stati esibiti i cosiddetti "corpi del reato", consistenti in un bastone ed una lunga catena di circa 3 metri, i quali sono stati esibiti ai testimoni per il riconoscimento. È stata riconosciuta solo la catena che in effetti fu rinvenuta all'interno dell'auto con cui erano giunti i quattro ragazzi livornesi a Pistoia e che, peraltro, sostava lontanissima dal circolo 1° maggio. La deposizione del Bartolozzi si è dimostrata precisa e dettagliata, ha ribadito, ovviamente, la sua estraneità ai fatti, argomentando ogni particolare della vicenda in cui è stato, suo malgrado, coinvolto. Alessandro Della Malva ha invece lanciato un "je accuse" rivolto agli agenti della Digos, presenti in grande numero tra il pubblico, si è scagliato fermamente contro chi ha concepito, orchestrato e diretto questo sabotaggio nei suoi confronti. Non è stata una lunga deposizione, l'avvocato dell'accusa ed il pubblico ministero non gli hanno rivolto molte domande. Alfine Della Malva ha chiesto ed ottenuto la facoltà di rilasciare una deposizione spontanea scritta di suo pugno, pregando, in conclusione, rivolto al giudice ed agli astanti, di osservare i simboli littori scolpiti sulle porte dell'aula giudiziaria, simboli che richiamano ad un tragico passato e che non debbono più trovarsi in un luogo dove si amministra la legge.
Il giudice ha, infine, disposto che la prossima udienza si terrà il 28 marzo, le misure restrittive per gl'imputati saranno, pertanto, mantenute immutate.

Comitato Amici e Parenti di Alessandro Della Malva





Oggi 27.01.10 si e’ aperto il processo a Pistoia contro gli antifascisti arrestati l’11 ottobre in seguito all’assalto della sede di Casapound da parte di sconosciuti.

In questa udienza era prevista l’interrogazione dei testimoni presentati dall’accusa, ma siccome i tempi non sono stati rispettati alcuni testimoni sono stati rimandati all’udienza del 29.

I testimoni ascoltati sono stati: La Rotonda (dirigente Digos), Milicia (Digos), Cernai (Digos), Belletti (Digos), altro agente Digos, Dessì (Casa Pound) e Tommasi (Pdl).

Gli aspetti emersi da questa udienza sono i seguenti:

1) Le indagini si sono rivolte immediatamente verso il circolo 1° maggio senza seguire in nessun modo altre tracce. Questo è stato confermato dal fatto che per cercare le armi utilizzate dagli aggressori gli agenti si sono concentrati unicamente nei paraggi del 1° maggio (nei cassonetti a 25 metri di distanza). Praticamente tutti gli agenti sentiti riferivano di una “fonte confidenziale” (la fonte diceva che gli aggressori potevano essere entrati nel circolo) di cui non hanno voluto in nessun modo rivelare la natura, nemmeno dietro l’insistenza degli avvocati. Lo stesso Dessì sostiene che sicuramente si trattava di chi in quel momento si trovava al 1° maggio dal momento che gli aggressori erano elementi di sinistra.

2) Durante questa udienza emerge il carattere politico di tutta la vicenda, con il PM che chiede di mettere agli atti i dettagli del processo a Massa, in cui uno degli imputati e’ Alessandro Della Malva, per poterlo usare contro di lui. L’avvocato Leone(avvocato di Della malva e Bartolozzi) chiede invece al Dessì se è vero che sul sito di Casa Pound si possono leggere affermazioni del tipo “siamo i fascisti del terzo millennio”, “ci rifacciamo ai valori del fascismo del ventennio”. A queste domande il Dessì sostanzialmente da risposta affermativa.

3) Il Dessì nella sua testimonianza dichiara spudoratamente il falso, indicando chiaramente il ruolo di Della Malva e di Yuri Bartolozzi nell’aggressione (sostiene che Alessandro e Yuri sono stati tra quelli che sono entrati nella sede fascista. Yuri ha rovesciato il tavolo ed Alessandro ho buttato giù una libreria), questo lo fa con la tranquillità di chi è coperto dalla polizia ed è fin troppo chiaro che ha preparato insieme alla Digos la sua versione dei fatti. Nel momento in cui il Dessì è fuori dall’aula perché ancora non è il suo momento di testimoniare è stato visto parlottare insistentemente con gli agenti Digos (mentre tutti gli altri testimoni aspettavano in un'altra saletta). Il legame tra la Digos e Casa Pound è emerso anche quando, di fronte alla non troppo limpida testimonianza del Tommasi, alcuni compagni tra il pubblico hanno visto sobbalzare gli agenti ed esclamare tra loro parole del tipo “che cazzo sta dicendo”, “che cazzo fa”.

4) Il Dessì è stato in difficoltà nello spiegare per quale motivo ha deciso di identificare i suoi aggressori solo due giorni dopo il fatto.

5) Ovviamente sia la polizia che i fascisti hanno cercato di enfatizzare i fatti per giustificare il reato di devastazione e saccheggio. Parlano di una sede devastata quando una lampada appoggiata in terra è rimasta al suo posto, le magliette, alcune sedie, i manifestini sono rimaste al loro posto e l’aggressione si è svolta in una sola stanza. Al riguardo il giudice ha dimostrato invece di mettere in dubbio la tesi della devastazione, chiedendo agli agenti se in strada ci fossero stati oggetti danneggiati (ovviamente gli agenti hanno dovuto rispondere di no).

6) Il Tommasi si è rivelato il punto debole dell’accusa: chiaramente ha accettato di testimoniare (ma non di costituirsi parte civile come ha fatto invece il Dessì), ma si è visto bene che non se l’è sentita di mentire spudoratamente come ha fatto il Dessì. Ha detto che nella confusione non è riuscito ad identificare nessuno tra gli aggressori e non è stato tanto preciso nemmeno sulle eventuali armi usate (si ricordava di un bastone lungo circa 80 cm, ma non di che colore fosse). Ma soprattutto ha detto che entrambi si sono rifugiati in un corridoio (largo meno di un metro) e che lui si trovava davanti al Dessì, quindi rivolto verso gli aggressori. Detto questo sembra proprio strano che il Dessì (che oltretutto è più basso del Tommasi), stando dietro a lui nello stretto corridoio sia riuscito a identificare non solo i volti, ma anche il colore e le marche delle magliette dei suoi aggressori.

7) La telecamera posta sulla facciata della stazione, che poteva scagionare Yuri e Filippo, a quanto pare è già stata cancellata e quindi è inutilizzabile.

8) Sono apparse delle foto che ritraggono i momenti della nostra identificazione davanti al circolo 1° maggio e che non sono state scattate dagli agenti. Queste foto circolavano su internet.



In questa udienza sono emersi gli aspetti politici che si nascondono dietro questo processo: la mobilitazione reazionaria promossa dalla borghesia, da una parte cerca di riabilitare il fascismo (i nostri cari fascisti del terzo millennio), dall’altra di colpire tutti quelli che rappresentano un punto di riferimento per le masse popolari. Abbiamo sotto gli occhi degli esempi chiari. Infatti un soggetto come il Dessì non ha fatto certo mistero della sua identità fascista (anche se ha timidamente affermato che i fascisti di una volta sono morti il 28 aprile). I fascisti anche in questo caso si rivelano sporca manovalanza al servizio della borghesia (in questo caso hanno collaborato strettamente con la Digos).

E’ altrettanto evidente che questo processo è stato orchestrato per mettere fuori gioco alcune realtà che stavano lavorando alla realizzazione di un importante coordinamento (contro le ronde fasciste). Tra queste realtà sicuramente una posizione particolare la occupava il P-Carc, che al riguardo aveva fatto già una esperienza di grande importanza (ronda proletaria antifascista e antirazzista a Massa) e che era diventato un punto di riferimento per questo a livello nazionale. Cosa di meglio quindi di colpire un suo dirigente!

La questura di Pistoia in aula si e’ comportata da manuale. Ha in sostanza cercato di mantenere la linea di repressione e ha cercato di “fare paura” come ha fatto negli ultimi 3 mesi.

A differenza dell’udienza tecnica avvenuta il 20 gennaio, lo spiegamento di forze e’stato molto grosso(perche’ si sa’, ormai si e’ capito, quelli da proteggere perche’ utili alla causa sono i fascisti del terzo millennio) addirittura hanno adottato i metal detector sulle persone che entravano in tribunale.Non tutte pero’!! Infatti, fino a quando non gli e’ stato fatto notare, ai controlli erano sottoposti solo i cosiddetti comunisti….per gli altri l’entrata era libera.

I testimoni dell’accusa erano ampiamente scortati, in particolar modo il Signor Dessi’. Tutti erano infatti tenuti , come da prassi, in una stanza, ma per Dessi’ il “ soggiorno” in tribunale e’ stato diverso….e’ stato tutto il tempo insieme agli esponenti della Digos di Pistoia. Avevano molto da dirsi evidentemente…noi ci domandiamo : ma non era vietato influenzare i test???? Forse pero’ per coerenza con le azioni avvenute dall’ 11 ottobre ad oggi (vedi incontri inaspettati nei bar di Pistoia del Signor Dessi che prende tranquillamente il caffe’ con i digossini) questo comportamento e’ il piu’ adatto alla situazione costruita. In fondo non fanno niente di male no??? E poi bisogna studiare e prepararsi bene di fronte ad un esame imminente no?!Magari ripetere fino all’ultimo minuto!!!

Purtroppo pero’ non tutte le ciambelle riescono col buco e qualche testimone dell’accusa(forse con la coscienza un pochino piu’ viva di altri) qualche difficoltà a testimoniare l’ha avuta, tanto che, alle dichiarazioni di Tommasi, non sempre coincidenti con quelle del Dessi’, i digossini hanno mostrato(incautamente)il loro disappunto in aula! Evidentemente il nervosismo dilaga tra chi sa’ di non avere la verita’ dalla sua parte. Al punto che il Tommasi non riusciva a sostenere lo sguardo di quelli che lui accusava…chissa’ come mai!!!

INVITIAMO TUTTI A CONTINUARE A RIMANERE UNITI E A PARTECIPARE AL PRESIDIO CHE SI TERRA VENERDI’ 29.01.10 SOTTO AL TRIBUNALE DI PISTOIA PER SOSTENERE I COMPAGNI CHE SUBIRANNO LA SECONDA UDIENZA DI QUESTO TEATRINO!!!



COMITATO AMICI E PARENTI VAL D’ELSA




IL COMITATO AMICI E PARENTI DI ALESSANDRO
DELLA MALVA DESIDERA RINGRAZIARE IL SONAR
PER LA CORTESE DIPONIBILITA'
MOSTRATA DURANTE LA SERATA DEL 21 GENNAIO,
RINGRAZIA TUTTO LO STAFF, IL GRUPPO E IL DJ.

Colle di Val d'Elsa li 31.12.2009

E' veramente bello ed entusiasmante constatare, dalle azioni delle persone, che c'e' qualcuno in Italia che si rende conto della direzione fascista e repressiva che il nostro paese sta prendendo. Ed e' ancora piu' bello quando queste stesse persone si muovono in concreto per denunciare gli accadimenti e non chiudono gli occhi, per comodo o per qualche tornaconto personale, facendo finta di non vedere e sperando magari, che le cose si risolvano in qualche modo da sole per il meglio.
Diciamo questo perche' negli ultimi giorni abbiamo assistito, con piacere ad alcuni eventi che portano nella direzione giusta gli intenti, che perseguiamo, anche come comitato amici e parenti di Alessandro Della Malva. Nello specifico ci riferiamo ai seguenti eventi:
la visita nella casa circondariale di Parma delle Parlamentari Sign.ra Soliani e Sign.ra Motta del PD di Parma. Questa visita aveva il duplice obiettivo di portare gli auguri di Natale ai detenuti e di vigilare sullo stato del carcere. Durante questa visita anche Alessandro Della Malva ha avuto il piacere di conoscere la Sign.ra Motta e la Sign.Soliani e ha avuto la possibilita' di denunciare le condizioni in cui e' detenuto a Parma e le motivazioni per cui da ben due mesi e mezzo e' sottoposto a custodia cautelare in carcere. Infatti le motivazioni sono molto importanti, dato che, essere in custodia cautelare in carcere perche' antifascisti dichiarati e senza aver commesso nessun reato e' un fatto che deve essere denunciato nel modo piu' forte possibile. Pensiamo che questa iniziativa sia degna di nota e desideriamo ringraziarle di cuore per questo loro gesto. Sappiamo che la loro visita non era focalizzata su Alessandro ma erano comunque a conoscenza dei fatti e hanno concesso un po' del loro tempo e attenzione anche a lui…e di questo come comitato le ringraziamo di cuore. Crediamo inoltre che ogni Parlamentare dovrebbe seguire il loro esempio e portare la sua solidarieta' e la sua attenzione ai carcerati…
Ci teniamo a sottolineare questa visita delle Signore Parlamentari anche perche' oggi siamo venuti a conoscenza di un interrogazione fatta al Ministro dell'Interno,che molti Parlamentari hanno sottoscritto (tra i nomi appunto anche quello della Sign.ra Soliani), sul "fenomeno"Casa Pound. Pensiamo che in parte questa interrogazione sia frutto di una riflessione sulla vicenda che ha travolto Alessandro Della Malva. Spero vivamente che il nostro Ministro dell'Interno voglia usare un po' del suo tempo per leggerla e per portare chiarezza sugli eventi successi in tutta Italia negli ultimi mesi e in particolar modo in Toscana. Noi, da cittadini antifascisti, ci auguriamo che voglia, in qualche modo, intervenire e ristabilire il rispetto della Costituzione Italiana tanto decantata ma poco rispettata in Toscana. Che pretenda delle risposte chiare e attendibili riguardo cio' che si sta lasciando fare agli "adepti" di Casa Pound sulla pelle di chi, in assenza di un intervento del governo, sta cercando di creare comitati e coordinamenti, assolutamente pacifici, ma fermamente motivati, atti ad arginare i tentativi di ritorno al fascismo (vedi ronde, pestaggi, persecuzioni e repressione a tutti i livelli).Queste persone (e parliamo solo del fenomeno toscano perche' altrimenti ci dovremmo dilungare troppo) sono a tutt'oggi in sei agli arresti domiciliari e uno, in quanto ritenuto pericoloso per la societa', in detenzione cautelare in carcere da due mesi e mezzo solo per aver avuto la volonta' di creare un comitato contro le ronde…oppure come dichiarato da alcuni esponenti della Digos, per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Si trovano a dover affrontare un processo farsa che mira a spaventare e imbavagliare chi vuole opporsi al ritorno del fascismo in modo pacifico ma fermo. D'altra parte chi non si spaventerebbe se vedesse i suoi compagni arrestati solo perche' si trovavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato?!Beh noi non ci siamo spaventati e stiamo lottando da due mesi e mezzo, con l'appoggio e l'aiuto di tantissimi compagni e sinceri democratici, per far capire che chi male non fa' paura non ha ed e' anche per questo che confidiamo nel fatto che il nostro Ministro dell'Interno vorra' dare attenzione ai suoi colleghi parlamentari e vorra' far trionfare la verita' una volta per tutte e non avvallera' gli atti dei "fascisti del terzo millennio"e la repressione a tutti i livelli a cui stiamo assistendo in Toscana, anche perche' se cosi non fosse dovremmo tirare delle conclusioni piuttosto imbarazzanti.
Ultimo , ma non per importanza, impegno degno di nota e' quello della Parlamentare Sign.ra Bossa del PD, che ha presentato un interpellanza diretta al nostro Ministro dell'Interno e al Ministro della giustizia riguardo agli accadimenti di Pistoia dell'11 ottobre.
Insomma pensiamo che di materiale per i nostri Ministri, su cui lavorare sui fatti di Pistoia e , come gia' detto, piu' ampiamente sulla repressione nei riguardi degli antifascisti in Toscana ce ne siano…ora , appunto come cittadini antifascisti Italiani, aspettiamo di vedere i risultati, speriamo di non rimanere delusi e speriamo di assistere al ritorno del rispetto e dell'applicazione della Costituzione Italiana.
Grazie di cuore ancora dell'impegno riposto dai Parlamentari su nominati e di tutti i compagni e sinceri democratici che ci appoggiano. La solidarieta' e' un arma da usare!!!


KATIUSCIA MAZZUFERI PER IL
COMIATO AMICI E PARENTI DI ALESSANDRO DELLA MALVA

Processo del 10.3, resoconto e qualche considerazione. Di Marco Tonarelli, imputato per processo Casapuond Pistoia

Salve compagni, come sapete Mercoledì 10 si è tenuta la prima udienza del mio processo lagato ai fatti dell'11Ottobre scorso nel quale la sede di Casapound Pistoia fu assaltata e danneggiata da ignoti.

L'udienza è cominciata con circa una mezz'oretta di ritardo, dovuta al fatto che in tribunale stava svolgendosi un vertice tra vari giudici per discutere dello scontro che sta avvenendo in questi giorni tra procura e magistratura a seguito delle nostre scarcerazioni; la prima ha ricorso contro la decisione del giudice che ci ha rimesso in libertà -se pur molto limitata- e questi non l'ha presa per niente bene. A seguito di questo vertice poi Costantini, il magistrato che presiede il processo dei compagni miei coimputati, ha voluto avere un consulto suppletivo con Tredici, il giudice che si occupa del mio procedimento.
Dico subito che a mio vedere il dibattimento è stato positivo. Sono stato interrogato per una quarantina di minuti dal PM che mi ha chiesto prima la ricostruzione della giornata, ed a seguire se e quali rapporti avessi con i coimputati e con i presenti all'assemblea antirazzista che stava svolgendosi quell'11 Ottobre. Ho da subito avuto la chiara impressione che le domande del pubblico ministero fossero più volte a reperire elementi da utilizzare contro gli altri compagni che nel dibattimento corrente e per questo -ovviamente- ho risposto in maniera chiara ed in modo da ridurre a 0 le possibilità interpretative delle mie parole (su una specifica domanda ho fatto riscrivere tre volte la verbalizzazione delle mie dichiarazioni che erano state leggermente stravolte).
Dopo le domande del PM è stata la volta del giudice che mi ha chiesto come mai, secondo me, Dessì avrebbe indicato -nella sua presunta falsa testimonianza- proprio me e come avrebbe fatto -sempre a mio avviso- a sapere della mia presenza in questura quell'11 Ottobre.
Alla prima domanda ho risposto molto semplicemente che Dessì ha agito per colpire non solo me ma tutto il movimento pistoiese impegnato nelle lotte sociali della provincia (sia contro le nocività ambientali che a fianco dei lavoratori in lotta), lotte reali a fianco degli individui e non fittizie e demagogiche come uno striscione attaccato di notte sotto un ponte che lava la coscienza ed impegna poco. Ho altresì spiegato come il nostro lavoro avesse praticamente eliso al massimo gli spazi di agibilità politica ai camerati di CP.
Alla seconda domanda ho risposto che Dessì non poteva sapere della mia presenza in questura, e questo era dimostrato dal fatto che la sua prima deposizione si poteva tranquillamente riassumere in un "non ho visto niente"…il giudice a questo punto si è dimostrato incuriosito domandandomi di continuare; gli ho fatto notare che la sera della deportazione in questura tutti noi ci trovavamo lì come persone informate dei fatti, e non in stato di fermo, condizione che ci permetteva di spostarci liberamente sia all'interno che all'esterno della questura…e questo è il punto…nella sala d'aspetto della stessa si trovava una ragazza bionda intenta ad annotare minuziosamente qualcosa su un quaderno, mentre all'esterno si era radunato qualche camerata in attesa che i loro accoliti -negli uffici della digos a deporre- uscissero (baldi camerati dissoltisi con l'arrivo dei primi compagni solidali). Molti dei farmati sono stati all'esterno a fumare ed a sgranchirsi le gambe nell'atrio questurinesco. Dopo qualche ora scoprimmo che la bionda della sala d'aspetto era Stella, la ragazza di uno dei due fascisti rimasti coinvolti nei fatti…ecco come Dessì ha saputo non solo della mia presenza in questura, ma della presenza (e l'abbigliamento) degli altri: dalla testimonianza diretta della bionda dentro e dei camerati fuori…Questa dunque la mia ricostruzione. Da subito mi è sembrato che il giudice fosse rimasto colpito dalle mie parole, e ne ho avuto conferma nel momento in cui ha deciso di rimandare ogni decisione al 23 Marzo, giorno in cui vorrà interrogare Dessì vista l'incongruenza delle sue due testimonianze (la prima "non ho visto niente" e la seconda, due giorni dopo, "riconosco tutti e posso descrivere minuziosamente anche l'abbigliamento dei "colpevoli).
Qualche considerazione.
La possibilità di andare assolti già il 23 è palpabile, ma la cosa più importante è che il motivo per cui fu scelto l'abbreviato torna d'attualità, ovvero la possibilità di concentrarci sulla delegittimazione del teste Dessì, cosa fondamentale anche per l'altro dibattimento…E' ovvio che caduta la credibilità del camerata Massimo anche la montatura si sfalderebbe ed è per questo che nei giorni precedenti il 10 la procura ha fatto di tutto per far slittare o quanto meno rendere più tortuosa la mia udienza…la mia iscrizione a testimone nell'altro procedimento ha reso inutilizzabili alcuni atti -che sono secretati- nel mio processo, in particolare foto e riprese video della sede fascista nei momenti immediatamente successivi ai fatti e che farebbero cadere di fatto il reato di devastazione e saccheggio. Io avrei dovuto testimoniare l'8 (quindi nessun problema per il 10, una volta sentito avrei potuto accedere a tutto il materiale probatorio) ma "casualità" ha voluto che un cancelliere si sia "dimenticato" di notificarmi il mandato di comparizione, rimandando così a data da destinarsi la mia deposizione…le casualità…Anche Mercoledì in tribunale era presente TUTTA la digos di Pistoia, ovviamente molti di loro con questa vicenda si stanno giocando la carriera e vogliono tener d'occhio ogni particolare.
La montatura, messa in piedi dai fascisti o con l'ausilio della digos (che in sostanza cambia poco) si sta sciogliendo come neve al sole, le contraddizioni e le falsità di chi ci accusa sono palesi, resta soltanto da vedere se i giudici dimostreranno di voler per una volta "fare giustizia" (concetto in cui non credo, ma chissà…) o se decideranno di portate fino in fondo questa sciagurata montatura al fine di colpire tutto il movimento antifascista ed antirazzista non solo pistoiese ma Toscano.
Per concludere mi preme notare come ogni azione abbia una reazione ed anche questa vicenda non fa eccezione: se da un lato i fatti di Pistoia sono serviti al potere per strutturare un attacco al movimento toscano, attacco cominciato da mesi a Firenze con i tentativi di sgombero di quest'estate e con i successivi accadimenti, dall'altro è servita a creare una rete solidale di compagni che hanno contribuito a non isolarci ed a non renderci carne da macello inerme sulla graticola della repressione…l'auspicio è che tutto quello che di buono è nato da questa vicenda possa avere una continuità e non mi riferisco solo al coordinamento Anarchico toscano…
Voglio ringraziare tutti i compagni che si sono mobilitati e ancora lo stanno facendo: La rete Antifascista pistoiese, gli Anarchici pistoiesi ed il coordinamento Anarchico toscano e tutti quelli che a vario titolo ci stanno vicino organizzando benefit e dibattiti. Spero di potervi ringraziare tutti di persona il prima possibile…purtroppo sono ancora sottoposto ad obbligo di dimora ed almeno fino al 23 non potrò muovermi dalla frazione in cui abito.

A presto. Saluti Anarchici, Marco.




Casole d'Elsa 28/11/09

Comunicato del Comitato Amici e Parenti di Alessandro Della Malva



Questa mattina 3 membri del Comitato si sono recati a Firenze ad una riunione regionale dell'Italia dei Valori.
Era presente il Senatore Pardi che ha dato, molto gentilmente, la sua disponibilità a visionare le carte del Tribunale in merito alla vicenda di Alessandro Della Malva, carte che gli abbiamo consegnato in mano.
Dopo aver fatto ritorno a Colle Val d'Elsa siamo rimasti insieme per pranzo, abbiamo lasciato Katiuscia, la compagna di Alessandro, alle 12,45 con l'intento di rivederci circa un'ora dopo.
In questo frangente, Katiuscia sarebbe tornata a casa da sola per poi tornare a Colle.
Katiuscia dopo 10 minuti si ferma a comprare le sigarette, dal momento che è rimasta sola un tizio le dice da dietro: "pensavo stessi male ieri, non sei andata a Massa"(dove si teneva il processo ad Alessandro ndr), lei si gira e risponde: "scusi"? Il tizio dice subito: "dai che mi hai capito", così lei lo manda decisamente a quel paese, e lui le dice: "attenta perché sei già abbastanza nei casini".
Queste intimidazioni vanno avanti ormai dall'11 ottobre, Katiuscia viene fermata ogni volta che si trova sola e in maniera sempre più spudorata. Pensiamo che, sapendo di non fare azioni lecite, cercano di farle paura attraverso questi episodi solo quando non ci sono testimoni.
Pertanto abbiamo deciso di convocare una conferenza stampa domani alle 14:30 in piazza Arnolfo a Colle Val d'Elsa (SI), a cui seguirà un presidio, sempre in piazza Arnolfo ore 15.
Il presidio verrà fatto per protestare contro queste continue intimidazioni e per dimostrare che "chi male non fa paura non ha".

COMITATO AMICI E PARENTI DI ALESSANDRO DELLA MALVA

1 UDIENZA SEL PROCESSO DI PISTOIA DEL 20 GENNAIO 2010

Per quanto concerne la posizione di Alessandro difeso dall'Avv. Leone

-Alessandro fa una dichiarazione spontanea dove ribadisce la sua estraneità ai fatti, ricostruisce il perchè si trovava a Pistoia quel giorno, ribadisce l'illegalità di Casa Pound, denuncia il fatto che le misure prese nei suoi confronti (il carcere, e la censura, della quale il carcere dovrà rispondere in seguito) sono , a suo avviso, spoporzionate e che le indagini si sono svolte in modo molto superficiale. Dice infine che quest'azione è volta a colpire un movimento che evidentemente, in qualche modo, da loro fastidio.
-L'Avvocato Leone chiede la scarcerazione in quanto Yiri e Alessandro sono estranei ai fatti . Anche per quanto riguarda Yuri Bartolozzi che è agli arresrti domiciliari da incensurato e sta perdendo il posto di lavoro.
-Leone spiega perchè il reato di devastazione sia sproporzionato al caso in questione con esempi semplici e lampanti, dicendo che Casa Pound non si possa ritenere devastata se si analizza il significato di questa parola. Asserisce che il reato di devastazione e saccheggio attribuiti sono sproporzionati e si vedrà dalle foto che verranno presentate e qualora la Corte non ritenesse opportuno procedere con la scarcerazione di tutti, quantomeno dare ad Alessandro gli arresti domiciliari, dal momento che anche lui è incensurato.
-Viene ribadito che Alessandro in carcere subisce una pesante censura sulla posta in entrata e in uscita e chiede la restituzione di una lettera che la censura non ha mandato al Partito ma che non ha nemmeno restitutito al detenuto. Spega inoltre il perchè si possa ritenere questo un processo politico, che Della Malva è si imputato in un altro processo, ma non è stato ancora condannato ed è tuttora in corso, rimane ad oggi incensurato. Chiede quindi la revoca della censura spiegando che non è assolutamente democratico censurare la posta per motivi di sicurezza dello stesso istituto di detenzione.
-L'Avv. Leone ricostruisce anche la posizione di Yuri parlando del fatto che gli è stato negato il diritto di uscire da casa per lavorare, danneggiandolo in modo pesantissimo sul piano economico.

In breve, per quanto riguarda i 4 imputati livornesi che non sono presenti in aula

Il loro Avvocato chiede che vengano esaminate le prove che verranno presentate, dice che saranno presenti alle prossime udienze.
Verranno prodotte delle mappe stradali e alcune fotografie dei luoghi; produrrà un documento di presentazione dell'assemblea al circolo 1° Maggio. Produrrà 4 foto del Circolo Apogè (Casa Pound) produrrà delle mail di fascisti relative alla serata dell'11 ottobre, dove si dice che sono al Circolo Apogè, che stanno tutti bene e che devono solo aggiustare la porta.


Marco Tonarelli ha chiesto il rito abbreviato e verrà processato il 10 marzo.


L'intervento dell'accusa il PM Boccia


Ricostruisce i fatti e presenta uno Statuto (che francamente non siamo riusciti ad udire di cosa) e ribadisce le accuse imputate ai 7 antifascisti.
Dichiara che Casa Pound e il sig. Dessì si costituiscono parte civile in questo processo.
Chiede l'ammissione delle prove prodotte che viene successivamente accettata.
Si dichiara favorevole al permesso di uscire per lavorare degli imputati agli arresti domiciliari.
Produrrà delle intercettazioni ambientali fatte in Questura la notte dell' 11 ottobre.

Il Giudice Costantini, costatando che le parti sono d'accordo, concede il permesso di lavoro agli imputati agli arresti domicilaiari, consente loro di recarsi autonomamente alle prossime udienze, con obbligo di comunicare l'ora di partenza.
Ammesse tutte le prove presentate dall'accusa e dalla difesa ad eccezione dei testi: Scaccia,Capecchi, Schiavetta, 32 e 33. Ammesse le intercettazioni ambientali fatte in questura la notte dell'11 ottobre.
Si riserva di decidere sulla scarcerazione, e rinvia le udienze al 27 e 29 gennaio prossimi ore 9:00.

COMITATO AMICI E PARENTI DI ALESSANDRO DELLA MALVA





Resoconto del Comitato amici a parenti sul presidio a Colle Val d'Elsa il 29/11/09

Questo pomeriggio Katiuscia,in seguito ai continui,insistenti, e sempre piu' espliciti tentativi di intimidazione subiti dall'11 ottobre ad oggi, si è vista costretta a sporgere denuncia presso la caserma dei Carabinieri di Colle Val d'Elsa.
Abbiamo organizzato un presidio per "scortare" Katiuscia dai Carabinieri, invitando le varie realtà politiche della Valdelsa e da fuori, a partecipare al presidio.
Alle 14 siamo arrivati in piazza Arnolfo e abbiamo atteso l'arrivo delle delegazioni che ci avevano dato la solidarietà.
Circa mezz'ora dopo eravamo almeno una trentina di persone, tra cui, varie realtà politiche della zona e persone comuni.
Katiuscia ha suonato al portone per entrare a fare la denuncia, due persone erano con lei per accompagnarla ma non le hanno fatte entrare.
Mentre lei era dentro noi stavamo fuori, nella piazza, a presidiare leggendo il volantino che era stato stampato riportando gli episodi da lei subiti.
Le persone che passavano si fermavano, nonostante la pioggia, ad ascoltare e prendere il volantino.
Appena è uscita ci ha riferito di aver fatto una deposizione spontanea, scritta e allegata alla denuncia, di lunedi' scorso, per tentativo di scasso subito due settimane fa'.
Non si possono tollerare queste intimidazioni e questo tipo di repressione verso le persone, come Katiuscia e il comitato, che si stanno impegnando per difendere i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana. Diritti violati senza vergogna nei confronti di molte persone e in particolare di Alessandro Della Malva. Se qualcuno si sente in obbligo di dover spaventare Katiuscia, per farle abbandonare la lotta che sta portando avanti con il sostegno del comitato e di tante altre persone solidali, per dimostrare la persecuzione contro Alessandro, vuol dire che stiamo percorrendo la strada giusta e che evidentemente qualcosa di torbido c'è.
Ringraziamo per la partecipazione in piazza oggi. Grazie per la solidarieta' dimostrata!

COMITATO AMICI E PARENTI DI ALESSANDRO DELLA MALVA

Resoconto del comitato amici e parenti di Alessandro della Malva
sulla manifestazione a Colle del 21/11/09

Ieri 21.11 si e' svolta la manifestazione popolare antifascista a Colle di Val d'Elsa. A differenza delle più funeste previsioni fatte dai vari esponenti dei partiti di sinistra di Colle, la manifestazione e' stata davvero popolare e il corteo era effettivamente composto x lo più da colligiani. Il numero dei manifestanti era di circa 120 persone di cui una trentina provenienti da fuori della provincia di Siena.
Le bandiere erano molte…per lo più di rifondazione poi c'erano quelle del P. del Carc e quelle degli Anarchici. Il risultato e' stato quello di un corteo pieno di bandiere rosse.
C'erano molte famiglie con bambini anche piccolissimi che hanno sfilato. Ai margini del corteo si fermavano molte persone ad ascoltare e prendevano i volantini per capire.
C'erano 4 striscioni …quello di apertura era retto dai parenti e gli amici di Ale. Il corteo si e' portato lungo il percorso prestabilito senza nessun problema. E' durato circa 2 ore e nelle tre soste sono stati fatti vari interventi…non sono intervenuti i giornalisti con le telecamere, infatti al telegiornale di ieri sera hanno parlato solo della manifestazione tenutasi nel pomeriggio a Siena ma non della nostra…Per quanto riguarda la carta stampata ancora non abbiamo riscontro, più tardi compreremo i quotidiani e vedremo se riportano qualcosa dell'evento.
Abbiamo deciso ieri sera che se i giornali locali non riporteranno nulla sulla manifestazione faremo un comunicato che consegneremo alla stampa, in cui parleremo dell'evento e che gli chiederemo di pubblicare.
Come comitato abbiamo raccolto 130 euro circa donatici dai partecipanti che useremo come fondo cassa dello stesso per le prossime iniziative.
Dopo una breve analisi abbiamo rilevato alcune cose che potevamo fare meglio nell'organizzazione e ne abbiamo preso nota per la prossima volta…
Nella serata ci sono stati riscontri da parte dei partecipanti, nel senso che il nostro corteo e' stato definito molto bello e che riportava alla mente quelli di una volta (con connotazione positiva) che non si vedevano da molti anni…
Noi pensiamo di aver centrato l'obiettivo con questo corteo.
In più vista la partecipazione dei colligiani abbiamo capito che parlare alle persone e' utile ….non sono più abituati ad essere considerati come pensanti, essere fermati per strada, essere coinvolti nelle cose personalmente. Pensiamo che questo sia un aspetto da coltivare e un' arma vincente per venire considerati dalle masse popolari…
Abbiamo fatto, come comitato, un telegramma ad Ale per portargli un saluto e per comunicargli che la manifestazione in suo onore e' andata bene.

Resoconto comitato Colle di Val d'Elsa su presidio sotto il carcere del 21.11.09

Oggi pomeriggio si e' svolto un presidio con tanto di impianto di musica e microfoni sotto il carcere di Pistoia.
Noi come comitato abbiamo partecipato nelle persone di Katiuscia e Isabella…gli altri del comitato hanno partecipato invece alla manifestazione di Siena contro l'ampliamento di Ampugnano.
Il presidio e' iniziato alle ore 16.00, da subito e' stata messa la musica molto alta a ridosso delle celle. Dopo aver fatto il primo saluto al microfono da dentro il carcere sono arrivati dei fischi di consenso …del tipo"vi sentiamo"…poi dopo circa un ora e mezzo si sono cominciati a sentire (dall'interno del carcere) dei colpi metallici, sembrava sbattessero le scodelle del cibo sulle sbarre e sono andati avanti per circa un ora e mezzo….il presidio e' durato fino alle 20.00
Abbiamo deciso che per quanto possibile faremo un presidio uguale ogni sabato pomeriggio, abbiamo anche cominciato ad ipotizzare una festa di Capodanno in questo parco nell'ipotesi che Alessandro non venga scarcerato prima…cmq per ora e' solo un idea che però coltiveremo.
Come comitato ringraziamo molto e facciamo i complimenti per l'impegno che le realtà pistoiesi (Ginetti, Anna, Cristian, Emanuele e tutti gli altri…di cui purtroppo non ricordo ora i nomi) stanno mettendo nel sostegno ad Alessandro … anche in occasioni come quelle di ieri sotto il carcere che hanno dei risultati evidentemente ottimi.



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