antifascisti valdelsa


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Lettere


I vostri messaggi

Compagne e Compagni, carissimi Amici ed Amiche, é tutto assolutamente chiaro nel suo drammatico squallore.
I Compagni sono stati condannati INGIUSTAMENTE perchè il giudice ha DOVUTO salvare il culo a Manzo e la sua banda.
Infatti, nonostante che TUTTI i testimoni sono stati sputtanati dai fatti e dalle loro contraddizioni, il giudice per salvare il culo a Manzo ed ai suoi accoliti ha dovuto imboccare un'unica strada e cioè quella di dare credito agli unici due "testimoni" che erano all'interno del covo fascista e che guarda caso erano gli unici due sponsorizzati direttamente dalla questura.
Dobbiamo ricorrere senza indugio all'appello, occorre ritornare a fare casino da subito.
Questa sentenza è una vergogna, per salvare dei banditi in divisa si condannano degli innocenti.
Non finisce quì, a Firenze feci una promessa davanti a migliaia di Antifascisti "Non avremo un attimo di respiro fino a quando l'innocenza dei compagni sarà dimostrata" ed è proprio quello che ho intenzione di mantenere!
Coraggio Alessandro, coraggio Katiuscia e a tutti i Compagni e Compagne perseguitati, non molleremo, non arretreremo di un millimetro!
FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE, DENTRO LA DIGOS E LE CAMICE NERE!!!!

Gianni

Smascheriamo chi cerca di riabilitare il fascismo

Il Tribunale di Pistoia vieta ad un antifascista di vedere il proprio avvocato!!!

Ad oltre tre mesi dalla sentenza in Cassazione che ha dichiarato l’infondatezza del reato di devastazione e saccheggio, il reato inventato dal PM Luigi Boccia e sostenuto dall’abile montatura approntata dagli uomini del questore Maurizio Manzo, il Tribunale di Pistoia prosegue nella sua farsa. Per uno degli antifascisti accusati dell’irruzione nel covo fascista di Casa Pound, dopo aver trascorso ingiustamente (non lo diciamo noi, ma la Corte di Cassazione) tre mesi e mezzo in carcere e poi agli arresti domiciliari, ora non solo continuano le misure restrittive (una sorta di moderno confino), ma viene perfino negato il diritto garantito dalla Costituzione di poter vedere il proprio avvocato.

Questa dunque è la paura che gli antifascisti fanno alla banda del questore Maurizio Manzo e del PM Luigi Boccia!

Perfino la difesa legale diventa una minaccia temibile per questi antidemocratici fantocci del governo Berlusconi!

Questa minaccia infatti mette in pericolo la loro carriera di riabilitatori del fascismo in Toscana. Il questore Maurizio Manzo in questo è un vero specialista e ce l’ha dimostrato quando operava nella città di Lucca (dal ’03 al ’09) e ha sostenuto in ogni modo il proliferare delle aggressioni fasciste ad opera del gruppo dei Bulldog (vicino a Forza Nuova): nei confronti di questi criminali fascisti il questore ha avuto un atteggiamento quanto mai benevolo e lo sta a dimostrare la lista interminabile di aggressioni e di violenze che si sono consumate in quegli anni a Lucca.
Questo attacco alle libertà democratiche e alle conquiste di civiltà e benessere strappate con la Resistenza antifascista dai nostri padri e dai nostri nonni, non lo stiamo vedendo solo in Toscana, ma in tutta Italia. Dalle leggi liberticide contro la libertà di stampa e di informazione, all’utilizzo diffuso di strumenti come quello degli “avvisi orali” dei questori (una specie di diffida che viene disposta in modo arbitrario dal questore), al moderno confino per gli antifascisti, tutto questo rappresenta il tentativo del governo Berlusconi di mettere a tacere il dissenso e la protesta.

Denunciamo la persecuzione degli antifascisti arrestati a Pistoia (due del P-Carc, quattro del Movimento Antagonista Livornese ed uno della Raf di Pistoia) attraverso una montatura ordita dal questore Maurizio Manzo e dal PM Luigi Boccia e mantenuti al confino nonostante la sentenza in Cassazione!!!

Esprimiamo solidarietà agli antifascisti ternani colpiti dagli avvisi orali del questore per aver protestato contro la concessione della locale avio superficie ai “fascisti del terzo millennio” di Casa Pound!!!

ALESSANDRO TI SIAMO TUTTI VICINI,SII FORTE ..UN ABBRACCIO FORTE E SAPPI CHE MOLTI TI PENSANO...GIANFRANCO DA ROMA

Lettere di Alessandro Della Malva


14.06.10

Ribelliamoci contro il moderno confino per gli antifascisti!!!

L'11 giugno il Tribunale di Pistoia ha autorizzato Alessandro Della Malva, membro della Direzione Nazionale del P-Carc, imputato nel processo per l'irruzione nel covo fascista di Casa Pound, a partecipare alla manifestazione di Roma, indetta dalla CGIL contro la manovra finanziaria.
Ricordiamo che Alessandro Della Malva è stato arrestato insieme ad altri sei antifascisti, in seguito ad una montatura ordita dal questore Maurizio Manzo e dal PM Luigi Boccia, con il preciso intento di bloccare la creazione di un coordinamento regionale antifascista contro le ronde di fascisti e razzisti, previste dal pacchetto sicurezza di Maroni e di colpire Alessandro in quanto dirigente regionale del P.dei CARC. Questi antifascisti (due del P-Carc, quattro del Movimento Antagonista Livornese ed un anarchico di Pistoia) hanno scontato quattro mesi di arresti (in carcere o ai domiciliari) e altrettanti ne stanno scontando e obbligo di dimora (impossibilità di lasciare la provincia di residenza e permanenza nella propria abitazione dalle 21 alle 7, in sostanza una condizione di semiarresti domiciliari), sulla base dell'accusa di "devastazione e saccheggio" inventata appositamente per poter somministrare queste misure cautelari e basata sulle false testimonianze del fascista Massimo Dessì di Casa Pound e di due suoi amici.
Il parziale passo indietro fatto ora dal PM Boccia, nel concedere il permesso al Della Malva, non rappresenta altro che la difficoltà a mantenere la condizione di "moderno confino" per gli antifascisti, palesemente illegale, orchestrata soltanto per intimidire e continuare a perseguitare i compagni. La sentenza del ricorso in Cassazione fatto dagli antifascisti dice a chiare lettere che le misure cautelari sono state ingiuste, rispetto ai fatti concreti contestati. E pensare che il PM appena due mesi fa ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame di Firenze per rimettere agli arresti gli imputati: ecco che razza di persecutore è il PM Luigi Boccia!
È inaccettabile che il Tribunale di Pistoia ed in particolare il PM Luigi Boccia si ostinino a rifiutare i permessi per consentire agli antifascisti di muoversi liberamente, di fare il proprio lavoro politico (ad Alessandro Della Malva è stato ripetutamente impedito di partecipare alle riunioni della Direzione Nazionale del proprio partito e di svolgere il suo ruolo di segretario regionale): così facendo si smaschera il vero volto persecutorio di tutta questa montatura. Si tratta di una vera e propria persecuzione politica che va di pari passo con il tentativo di riabilitare il fascismo e mettere in campo leggi razziste: ricordiamoci che il questore Maurizio Manzo (uno dei principali artefici della montatura di Pistoia), quando era il questore di Lucca, ha lasciato imperversare il gruppo dei Bulldog (vicini a Forza Nuova), artefici di innumerevoli intimidazioni, aggressioni e tentati omicidi.
Però non solo questi scagnozzi di Berlusconi stanno avendo enormi difficoltà a mettere in pratica i loro progetti reazionari (le ronde fasciste e razziste non sono decollate), ma ora hanno difficoltà anche a contrastare la solidarietà e la mobilitazione popolare che si sono sviluppate a fianco degli antifascisti.
Lo stesso giorno in cui veniva concesso al Della Malva di partecipare alla manifestazione della CGIL, il Comitato Amici e Parenti degli imputati livornesi faceva una conferenza stampa di denuncia del "moderno confino" a cui sono condannati gli antifascisti. Questa ottima iniziativa, che ha visto la partecipazione di diverse persone, è l'esempio della solidarietà che gli antifascisti hanno intorno a sé: questa è la nostra forza ed è il motivo per cui l'operazione orchestrata dal questore Maurizio Manzo e dal PM Boccia con la partecipazione attiva della Digos di Pistoia è destinata alla sconfitta e a ritorcersi contro gli stessi promotori!
Il giudice Costantini del Tribunale di Pistoia ha fissato la prossima udienza del processo di Pistoia per l'irruzione a Casa Pound per il 17 settembre: sicuramente le intenzioni del PM sono quelle di prolungare il confino e i semiarresti domiciliari agli imputati fino a quella data. Non possiamo permetterglielo. Contrasteremo con ogni mezzo (vie legali e mobilitazione popolare) questa palese violazione dei diritti personali di libertà di movimento, di opinione e di organizzazione.

Ormai la loro montatura è stata smascherata, sconfessata anche dalla sentenza di Cassazione: se il moderno confino è ingiusto, diventa legittimo violarlo!

La vittoria degli antifascisti in questo processo è la vittoria di tutti i comunisti, anarchici e sinceri democratici che oggi stanno lottando contro la mobilitazione reazionaria promossa dal governo Berlusconi, fatta di riabilitazione del fascismo, leggi razziste, leggi liberticide e attacco alle conquiste dei lavoratori e delle masse popolari.

Smascheriamo e combattiamo una chiara persecuzione politica camuffata da un processo farsa per devastazione e saccheggio!


Segreteria federale Toscana Carc

12.04.10
Comunicato stampa
All'alba del 12 aprile la Questura di Pistoia ha disposto una serie di perquisizioni a danno di alcuni tifosi dell'US Pistoiese 1921, accusati di aver avuto un diverbio con dei tifosi di altre città, il 7 febbraio scorso nei pressi del centro di Pistoia.
Le perquisizioni avevano lo scopo di trovare alcuni capi di abbigliamento e dei bastoni, ma niente di tutto ciò, a quanto ci risulta, è stato trovato.
E' impossibile non collegare questa operazione con quella messa in campo contro i sette antifascisti accusati dell'irruzione nel covo fascista di Casa Pound dell'11 ottobre. Il PM è lo stesso: Luigi Boccia. Ma soprattutto uno dei perquisiti è Alessandro Sibaldi (simpatizzante P-Carc) che giusto ieri aveva partecipato ad una assemblea antifascista organizzata al Circolo ARCI di Santo Moro. Anche le modalità sono sempre le stesse: accuse senza prove (a partire dai bastoni fantasma!!) e tentativi di intimidazione. Il PM Boccia ed il Questore Manzo si confermano in prima linea nel costruire montature.
La persecuzione messa in atto nei confronti degli antifascisti toscani è la stessa persecuzione che i sostenitori della locale squadra di calcio (tra l'altro tifoseria dichiaratamente apolitica, ma antirazzista) ciclicamente è costretta a subire.
L'uso di un numero sproporzionato di agenti e di mezzi per questa operazione (9 volanti della polizia e 18 uomini) a spese della collettività, sono un'offesa a tutti quei lavoratori cassaintegrati o disoccupati che non riescono ad arrivare a fine mese. I metodi adottati per comunicare l'apertura di un'indagine giudiziaria sono paragonabili a quelli del ventennio fascista: irruzione nelle case all'alba, perquisizione a tappeto delle proprie case e del mezzo di trasporto e spedizione in Questura per effettuare foto segnaletiche e rilevare le impronte digitali.
Questo è il trattamento riservato dalla Questura di Pistoia a lavoratori e studenti, mentre al contrario si limita a mandare avvisi di garanzia a speculatori finanziari, politici corrotti e preti pedofili e a dimenticare o far finta di non vedere aggressioni fasciste compiute da nazi-skin (che fine ha fatto l'indagine sull'aggressione da parte di 10 teste pelate ad un antifascista di fronte allo Spazio Liberato Breda Est?), a non vedere il reato di apologia di fascismo di organizzazioni come Casa Pound, libere di aprire i loro covi in città.
Opporsi alle prove di fascismo che la banda Berlusconi sta mettendo in campo (attraverso i suoi uomini) è sempre più necessario.
Soltanto i lavoratori e le masse popolari organizzate possono impedire che tutto ciò avvenga, unendosi e facendo un fronte comune di lotta e di solidarietà per la difesa dei diritti di libertà e di democrazia conquistati dai nostri nonni con la Resistenza Partigiana.

P-CARC

“Sono solidale con i giovani antifascisti arrestati a Pistoia. Questi giovani sono in carcere perché tengono alta la bandiera e i valori di chi ha combattuto la Resistenza. Cosa aspettano le istituzioni a far rispettare la Costituzione? Dobbiamo forse aspettare che i fascisti tornino a uccidere, a torturare, a dettare legge, a fare di questo paese un regime di terrore? Dobbiamo forse aspettare che altri giovani subiscano la stessa sorte che è toccata a mio fratello? No! Da mio fratello e dai giovani comunisti e antifascisti come lui è giusto che i giovani di oggi prendano l’esempio della lotta, del coraggio e del valore per tenere alta la bandiera della libertà, del socialismo e dell’emancipazione dei
lavoratori ”.

Giuseppina Salvetti
Sorella del Partigiano Aldo Salvetti,
torturato e ucciso dai fascisti a Massa il 19 settembre 1944




Che dire... sono passati più di sessant\'anni ma purtroppo non è cambiato molto, ed anche se la storia un pò avrebbe dovuto far ragionare, essere comunista è sempre reato. Esprimo tutta la mia solidarietà ad Alessandro e sono vicino alla sua famiglia colpita da questa ingiustizia. LIBERTA\' PER ALESSANDRO e per tutti i compagni perseguitati ingiustamente.

Fabiano operaio.




Lettera aperta al sindaco/Consigliere Comunale/Consigliere Provinciale/Consigliere Regionale

Egregio …….


Nel pomeriggio dell'11 ottobre 2009, a Pistoia presso il Circolo 1° maggio, era prevista una riunione di carattere regionale per la creazione di un coordinamento contro le ronde contenute nel "pacchetto sicurezza" di Maroni. Si era giunti a quella riunione dopo altre di discussione e dibattito su quel tema, che si erano tenute a Livorno e a Firenze. L'impulso a creare il coordinamento era nato dalla necessità, sentita da una parte consistente della popolazione delle nostre città, di far sentire la propria voce nei confronti di una politica razzista promossa dal governo Berlusconi e di reagire di fronte al proliferare di esperienze di stampo apertamente fascista collegate al fenomeno delle ronde. In particolare ci riferiamo alla creazione della Guardia Nazionale Italiana, promossa da Gaetano Saya, una specie di ronda fascista che in realtà era più simile ad un esercito parallelo, oppure alla ronda SSS, promossa questa dal Consigliere Comunale di Massa, Stefano Benedetti, una chiara provocazione nei confronti della popolazione massese, legata alla propria tradizione antifascista.
Questo dunque era l'obbiettivo di chi quel pomeriggio dell'11 ottobre si è ritrovato nel Circolo 1° maggio. Questa riunione però è stata di fatto interrotta dall'arrivo degli agenti della Digos, che hanno identificato ed in seguito portato in questura tutti i presenti. Solo in tarda nottata abbiamo saputo che eravamo "fortemente indiziati" di aver preso parte ad una devastazione (con saccheggio) della sede fascista di Casa Pound, a circa trecento metri da dove stavamo svolgendo la nostra riunione.
Il fermo di quella sera ha portato a tre arresti, a cui se ne sono aggiunti altri quattro dopo circa un mese. Tutti gli imputati si sono dichiarati estranei ai fatti.
L'evidente infondatezza e la pretestuosità delle accuse ha spinto tante persone e diversi partiti della sinistra istituzionale a esprimere solidarietà e mobilitarsi per sostenere gli arrestati. I Partiti dell'IdV e del Pd. hanno presentato interpellanze parlamentari per chiedere che venga fatta chiarezza su questa montatura.
Contemporaneamente cominciavano a nascere dubbi e pesanti sospetti relativamente all'operato della Digos, del questore Maurizio Manzo e del Pubblico Ministero Luigi Boccia. In particolare vogliamo denunciare alcuni comportamenti che sono indegni di uno stato che si dice democratico e che sono una minaccia per i principi di giustizia più elementari.

1) C'è il forte sospetto che la Digos abbia lavorato, durante la perquisizione che si è svolta nel Circolo 1° maggio la sera dell'11 ottobre, per costruire delle prove che riconducessero i presenti ai fatti di Casa Pound: durante la perquisizione infatti fu notato un agente con un borsone che si aggirava all'interno del circolo con fare sospetto. Sentitosi sotto controllo l'agente è poi uscito dal circolo portando con se ancora il borsone, dando l'impressione di non essere riuscito a portare a termine il proprio compito. La sera stessa il questore di Pistoia, Maurizio Manzo, annunciando al telegiornale (TGT) l'arresto dei tre antifascisti, parlò della presenza di mazze, bastoni e tirapugni, nonostante niente di tutto ciò fosse emerso dalla perquisizione (nè all'interno, nè all'esterno del circolo). Perché il questore ha parlato di questo materiale? Il sospetto è che ci sia stato un tentativo di introdurlo appositamente, per dare più valore agli arresti effettuati. Agli atti di questo processo c'è una foto che ritrae appunto il borsone affianco ad un agente della Digos.
2) La Digos, dopo aver perquisito il Circolo 1° maggio (la perquisizione ha avuto esito negativo), ha comunque portato tutti i presenti in questura per "completare l'identificazione", nonostante tutti avessero già consegnato alla polizia i propri documenti (quindi c'era già stata l'identificazione). Così circa venti persone sono state sequestrate per tutta la notte, senza sapere il motivo della loro presenza in questura, senza avvocati, insomma cose degne del Cile di Pinochet.
3) Gran parte dell'accusa poggia sulla testimonianza palesemente falsa di Massimo Dessì (responsabile di Casa Pound Pistoia, si trovava lì al momento dell'irruzione, insieme ad Alessandro Tomasi del Pdl). Il Dessì il giorno stesso ha dichiarato alla polizia di non essere stato in grado di riconoscere nessuno, mentre poi ad un paio di giorni di distanza si è detto pronto a riconoscere delle persone: è seguita a questo punto una descrizione molto particolareggiata dell'accaduto, cosa molto strana questa, dal momento che il Tomasi, che si trovava in posizione avanzata rispetto a lui (dalla loro testimonianza in Tribunale era chiaro che doveva coprire la visuale del Dessì), invece non è riuscito a riconoscere chi era entrato dentro la sede.
4) Il reato di devastazione e saccheggio, contestato dal PM Luigi Boccia ai sette imputati, è una palese esagerazione della realtà, con il solo obbiettivo di giustificare misure cautelari ed eventualmente, pene più pesanti possibile. Le accuse del PM hanno incontrato un atteggiamento molto scettico da parte del giudice che, una volta visionati foto e video agli atti del processo, non ha potuto fare a meno di attenuare immediatamente le misure cautelari a cui erano sottoposti gli imputati.
5) Le misure cautelari sofferte dagli imputati tradiscono quindi una volontà persecutoria da parte del PM: si è trattato infatti di circa quattro mesi di arresti domiciliari nel più totale isolamento (divieto di incontro), mentre uno di essi (Alessandro Della Malva) ha dovuto addirittura scontare tre mesi e mezzo di carcere, prima di veder equiparare la propria posizione a quella degli altri imputati. Inoltre proprio con la carcerazione del Della Malva si è voluto mettere in campo delle misure restrittive (continui trasferimenti, censura della posta e blocco della posta verso il P-Carc!) che hanno del persecutorio. Con queste misure restrittive si è voluto colpire più l'attività politica degli imputati piuttosto che preoccuparsi realmente della reiterazione del reato.
6) Katiuscia Mazzuferi, una delle principali organizzatrici della protesta contro gli arresti dell'11 ottobre, ha subito numerose intimidazioni ad opera di agenti Digos e carabinieri nella propria zona di residenza. Addirittura è stata costretta a sporgere una denuncia (presso la caserma dei carabinieri di Colle Val d'Elsa) quando, tornata a casa dopo essere stata fermata ad un posto di blocco, ha trovato la serratura della porta d'ingresso forzata.
7) Anche durante lo svolgimento del processo la polizia ha continuato ad influenzare pesantemente la valutazione delle responsabilità degli imputati, contribuendo ad inscenare un riconoscimento all'americana che si è trasformato in una farsa. Infatti il riconoscimento è stato gestito interamente dalla polizia ed ha presentato varie irregolarità: a) i figuranti scelti tra gli agenti di polizia non avevano nessuna somiglianza con gli imputati ed avevano un'età media tra i 40 e i 50 anni (mentre tutti hanno riferito che gli artefici dell'irruzione a Casa Pound erano molto più giovani), b) gli agenti potevano essere conosciuti dai testimoni, dal momento che questi hanno dimostrato di essere molto in confidenza con la polizia.
8) Durante le udienze in Tribunale, l'accusatore principale Massimo Dessì ha passato molto tempo a parlare con la Digos, mentre in qualità di testimone sarebbe dovuto rimanere da solo, in un'apposita stanza, per non essere influenzato.
9) Il PM ha rispolverato lo status di indagato di favoreggiamento per alcuni dei testimoni della difesa, dopo che per qualche mese gli stessi avvocati erano stati portati a pensare che questa accusa fosse ormai caduta (non risultava più in alcun documento). Con questa manovra il PM sta cercando di raggiungere tre obbiettivi: a) intimidire ulteriormente questi testimoni, che oltre tutto sono stati e sono tuttora tra i principali promotori della mobilitazione contro gli arresti, b) sminuire il valore di una buona parte dei testimoni della difesa, c) assestare un colpo più duro possibile a quanti stanno organizzando la protesta contro la politica reazionaria del governo Berlusconi.


Abbiamo ritenuto necessario informarla di quello che noi riteniamo un grave attacco ai principi democratici che il popolo italiano si è conquistato con la Resistenza. La invitiamo ad utilizzare il ruolo istituzionale che ricopre per fare chiarezza sull'operato del Pubblico Ministero Luigi Boccia, del questore di Pistoia Maurizio Manzo e della Digos di Pistoia.
La invitiamo quindi ad esprimersi pubblicamente con un comunicato di solidarietà agli arrestati e di denuncia della montatura che lascia ben poco spazio all'immaginazione. E allo stesso modo a farsi promotore di una presa di posizione pubblica presso l'assemblea elettiva di cui fa parte. Questo sarebbe un grande contributo per fare chiarezza su una vicenda in cui le irregolarità, i soprusi e le intimidazioni hanno avuto un peso determinante.
La montatura inscenata dalla polizia per perseguitare gli antifascisti riuniti al Circolo 1° maggio ci riporta alla barbarie del ventennio: chi ha avuto un ruolo attivo in questa montatura deve rendere conto del proprio operato alla collettività. Forse ancora più inquietante è quindi la collaborazione tra le forze di polizia ed i fascisti di Casa Pound per eliminare degli esponenti del P-Carc o del Movimento Antagonista Livornese o della Rete Antifascista: se i fascisti di Casa Pound si definiscono "i fascisti del terzo millennio", collaborando a queste manovre dimostrano quanto il loro ruolo sia simile a quello ricoperto dal fascismo di Mussolini.
Da parte nostra abbiamo la certezza che l'11 ottobre si è voluto colpire quelle forze che erano diventate un punto di riferimento nella lotta contro il programma reazionario del governo Berlusconi, si è cercato di mettere fuori gioco gli antifascisti e con loro la lotta contro gli aspetti razzisti e portatori d'odio del "pacchetto sicurezza".

In attesa di una sua risposta, le porgiamo distinti saluti.


Prime adesioni, dal 17.02.10

" Comitato amici e parenti Valdelsa
" Comitato Antifascista - Siena
" Mauro Dusina - operaio
" Collettivo Bujanov - Valdarno
" Giacomo Burresi - Comitato Politico Regionale del Prc
" Manuela Mazzuferi - ricercatrice
" Andrea Buzzi - ricercatore
" Assemblea Popolare Antifascista - Rignano sull'Arno
" Alessandro Cicero - Consigliere Comunale di Sinistra Ecologia e Libertà di Colle Val d'Elsa
" Alessio Giunti - coordinatore politico di Sinistra Ecologia e Libertà, Colle Val d'Elsa
" Massimiliano Giomi
" Alessio Calafiore
" Associazione Serpe regolo - Sovicille
" Paola Sartor - impiegata
" Partito dei Carc
" Associazione Solidarietà Proletaria
" Gianpaolo Pellegrini - operaio
" Vittorio Tramonti - operaio
" Maurizio Riva - operaio
" Carlo Papi - Segretario Prc Agliana
" Rosanna Crocini - Forum ambientalista Pistoia
" Comitato elettorale della lista Blocco Popolare - Cecina
" Luisa Soldati - Prc, vice sindaco di San Marcello Pistoiese

Casole D’Elsa, 08.11.09


Il comitato amici e parenti di Colle Val D'Elsa del compagno antifascista Alessandro Della Malva arrestato l'11 ottobre a Pistoia e ancora incarcerato, così come Alessandro Orfano e Elisabetta Cipolla , detenuti agli arresti domiciliari a seguito della nota operazione repressiva della Digos, Vi chiede di aderire alla nostra lotta per far rispettare i diritti delle persone. Pensiamo che la forte repressione applicata ai tre compagni a Pistoia (e agli 8 denunciati a piede libero) sia un chiaro esempio di violazione della Costituzione e volontà di schiacciare chiunque cerchi di dire no ad un clima sempre più simile a quello che si viveva ai tempi del fascismo. Sabato 7 novembre abbiamo partecipato a Pisa alla manifestazione organizzata da ANPI, ARCI e CGIL per il rispetto della Costituzione…Dal palco sono stati fatti tanti bei discorsi del tipo"non abbasseremo la guardia…"oppure "…non lasceremo che il fascismo e lo squadrismo ritornino…"ma stranamente quando abbiamo chiesto di fare un breve intervento per denunciare un grave fatto di violazione della Costituzione Italiana parlando di questi tre ragazzi incensurati che senza prove e senza essere in stato di arresto sono uno detenuto in carcere a Pistoia e due agli arresti domiciliari c'e' stato risposto…"capitemi…mi mettete in difficoltà, la manifestazione e' organizzata dal comune c'e' il sindaco…"
Cosa vuol dire questo?
Non voglio tirare conclusioni affrettate, ditemelo voi cosa significa…vuol forse dire che siete tutti tenuti a guinzaglio? Che tutte le promesse e gli impegni che prendete con le masse popolari sono specchi per le allodole? Significa che uno solo comanda e tutti gli altri fanno solo finta di opporsi perchè in realtà non possono parlare? Magari perchè se parlano finiscono in carcere per farli tacere? Spiegatemelo ve lo chiedo di cuore….cosi lo posso spiegare anche ai genitori di Alessandro Della Malva e a tutte quelle persone che ancora si "fidano"delle istituzioni e vogliono credere che la legge sia uguale per tutti nonostante i fatti dimostrino il contrario…E' sempre più chiaro che l'arresto e le denunce a danno dei compagni sono avvenute per il loro ruolo politico in Toscana e per la determinazione con cui portano avanti le lotte in difesa della libertà di espressione, contro la riabilitazione del fascismo e la mobilitazione reazionaria. E questo ce l'hanno dimostrato anche le perquisizioni di due notti fa e l'arresto di MANNU a Firenze, al momento detenuto in isolamento a Solliciano (anche questa volte senza prove e senza motivazione ma ormai và di moda arrestare gli antifascisti solo perchè tali). Però nessuna figura istituzionale lo vuole ammettere pubblicamente a livello nazionale…nessuno vuole metterci la faccia per denunciare questo fatto. La lotta che stiamo conducendo per la scarcerazione dei compagni (che passa anche dalla strada del rispetto della Costituzione Italiana) non e' "battaglia dei soli militanti antifascisti" possiamo testimoniare che anche qui, nella piccola realtà della Val D'Elsa la solidarietà e l'attenzione e' stata immediata, operai, casalinghe, mamme e babbi, studenti, disoccupati vogliono lottare per una migliore qualità della vita, per la difesa dei diritti e delle conquiste sociali che la Costituzione borghese teoricamente già ci vedrebbe garantiti, ma che in realtà cerca di negarceli in tutti i modi, legali e non. Perché non vi affiancate a quelli che dite volete sostenere e difendere in tutti i vostri comizi?
Come se non bastasse la privazione di giorni di vita di questi ragazzi ora cominciamo a dover combattere anche contro la "burocrazia"del carcere e dei PM che ci sta mettendo in ginocchio. Alessandro Della Malva percepisce un assegno di mobilità…assegno con quale la sua famiglia (io e lui) viviamo…vivere significa pagare il mutuo le bollette e il cibo (perché oggi come oggi tanto di più non si può pretendere) ….all'inizio c'era stato detto che bastava fare una delega firmata davanti al direttore del carcere a mio favore e tutto si sarebbe risolto. Cosi Alessandro ha fatto richiesta di colloquio con il direttore dopo una decina di giorni e' riuscito a fare questa delega …sembrava tutto risolto e invece no, e' spuntata la necessità di un autorizzazione da parte del PM cosi ora ci troviamo davanti ad un attesa di circa 20 giorni/un mese per avere questa autorizzazione che poi non si sà nemmeno se il "Signor" PM vorrà concederci….non gli basta aver fermato tre innocenti senza prove? Ora vogliono far si che si perda la casa e la possibilità di sopravvivere?? Come mai possono fare una serie di soprusi senza preoccuparsi che siano legali? Forse perchè sanno che nessuno ci darà voce e risonanza nazionale per denunciare queste ingiustizie(per usare un termine gentile) Cosa deve ancora succedere perchè qualcuno che ha i mezzi e le possibilità faccia qualcosa di concreto?
E' ora di finirla di guardare solo al proprio "orticello" perchè siamo ad un punto di non ritorno, bisogna unirsi e combattere, sempre che, chi fa' politica ed e' nazionalmente riconosciuto, la fa' perchè ci crede davvero e non perchè la "poltrona" e' comoda.


COMITATO AMICI E PARENTI COLLE DI VAL D'ELSA

Grandi ragazzi!!! Il sito è davvero uno strumento utile considerando che forse è ancora uno dei pochi mezzi per raggiungere i più senza censure e insabbiamenti! Ricordiamoci che l'Italia è ormai considerata occupare dalla stampa internazionale uno fra gli ultimi posti per la libertà d'informazione! No stampa libera= no democrazia. Purtroppo essendomi trasferita all'estero (sono una ricercatrice precaria in Italia e qdi costretta al trasferimento nel tentativo di mantenere un po' di dignita professionale e personale)sono impossibilitata ad esserci per sostenere di persona le iniziative di solidarietà ad Ale e per cercare di urlare lo sdegno per questo genere di cose che in Italia sembrano ormai all'ordine del giorno e sotto la beneplacida accettazione dei più!!! Continaute così e non mollate mai....non siete soli!

Manu

Lettera di Alessandro Della Malva agli antifascisti di Parma



Al Comitato Antifascista Montanara

al PRC, PdCI, PCL



Colle Val D’Elsa (SI), 09.02.10



Care compagne, cari compagni,

vi scrivo, ora che finalmente ne ho la possibilità, per ringraziarvi della solidarietà che avete espresso nei miei confronti e nei confronti degli altri antifascisti toscani colpiti dalla repressione!

Il mio trasferimento nel carcere di Parma, tristemente noto per le condizioni dure che ne regolano il regime carcerario e l’alta frequenza di detenuti che si suicidano a causa di esse, aveva l’obiettivo di fiaccare la resistenza che opponevo nelle mani del nemico: con questo trasferimento si mirava infatti a rendere più difficili le visite dei miei familiari (che vivono nella provincia di Siena) e ad allontanarmi da città (Pistoia e Prato) in cui la mobilitazione per la mia, nostra liberazione era diventata “difficilmente gestibile” (a tal punto da incidere anche sugli equilibri dentro al carcere). Oltre a questi due elementi, nei miei confronti nel carcere di Parma, su richiesta del Giudice delle Indagini Preliminari, è stata applicata una sistematica azione di censura sulla posta in entrata e in uscita e mi è stato impartito il divieto di avere contatti con il Centro Nazionale del mio partito, il Partito dei CARC.

Le vostre prese di posizione pubbliche, l’azione di contro-informazione che avete condotto, il presidio organizzato poco dopo il mio arrivo a Parma, le vostre lettere e cartoline (che purtroppo non ho mai ricevuto dalla direzione del carcere, ma di cui sapevo l’esistenza) hanno rafforzato la resistenza, il mio morale e la lotta per la mia, per la nostra liberazione. Inoltre, ed questo è a mio avviso l’elemento principale, avete dato un ulteriore contributo alla costruzione di un fronte unito nazionale antifascista e antirazzista, che lotti per stroncare sul nascere le prove di fascismo che la destra reazionaria sta facendo con Casa Pound, Forza Nuova, La Destra, Fiamma Tricolore, La Lega Nord, ecc. per individuare e selezionare i gruppi e individui che, alla stregua di Mussolini e Hitler, siano capaci di impiegare su ampia scala in campo politico metodi criminali e di mobilitare su questa base una parte importante delle masse popolari sconvolte dalla crisi generale del sistema capitalista. La mia liberazione e la vostra solidarietà hanno un senso solo perché alimentano la costruzione di questo fronte e l’avanzamento di questa lotta.

Vi ringrazio di cuore, compagni. E spero di incontrarvi presto: magari l’8 marzo, alla quarta udienza del processo di Pistoia, che sarà accompagnata, come le tre precedenti, da un presidio antifascista di lotta e solidarietà. Nel caso in cui non possiate venire, vi chiedo di prendere in considerazione la possibilità di fare un’iniziativa in solidarietà con tutti gli antifascisti toscani colpiti dalla repressione, prima di questa udienza (assemblea, presidio, concerto), a cui avrei l’enorme piacere di contribuire, anche se purtroppo solo telefonicamente stante la libertà vigilata: la solidarietà è un’arma!



Nessuna agibilità politica per fascisti e razzisti!

Stronchiamo sul nascere le prove di fascismo!

Libertà per tutti gli antifascisti!



Alessandro Della Malva

membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC



Pistoia, 30.12.09

Come compagna del partito dei CARC e come moglie di JURI BARTOLOZZI volevo denunciare la situazione in ci troviamo sia io che JURI dopo il suo arresto. JURI è stato messo agli arresti domiciliari il 9 novembre, da quel giorno mio marito non ha più potuto comunicare con nessuno tranne me, non può nemmeno scrivere una lettera ai suoi genitori e neanche vederli. JURI è in uno stato d’isolamento totale, una condizione che non viene riservata neppure ai peggiori mafiosi, considerando che non gli viene concesso nemmeno di uscire sul proprio pianerottolo.

Con questa azione giudiziaria hanno voluto colpire JURI su tutti i piani, ossia a livello psicologico per quanto riguarda l’isolamento, a livello emotivo per quanto riguarda la totale lontananza dai propri affetti (amici, partenti, ecc.) e, infine, anche a livello economico in quanto non dandogli modo nemmeno di lavorare hanno lasciato una famiglia a reddito 0. Secondo il giudice di PISTOIA noi possiamo mangiare anche senza lavorare, forse qualche sera la cena verrà lui a portarcela!

Questa situazione fa sì che neanche io mi sento più libera di invitare persone a casa, usare il telefono e internet: ho paura di esporre JURI a delle ritorsioni e le persone in contatto con me ad “attenzioni” e pressioni.

Tutto questo è ciò che viene riservato agli antifascisti rei soltanto di partecipare ad una riunione per fare un coordinamento regionale toscano antifascista. L’Italia per costituzione è una nazione antifascista governata però da chi permette di aprire sedi fasciste nelle nostre città e che invece di combatterle le appoggia e in alcune città collabora con loro.

Vedendo come stanno andando avanti le cose, sembra che il sacrificio dei nostri partigiani, che hanno lottato e alcuni di loro hanno perso perfino la vita per liberare il nostro paese dal fascismo, sia stato inutile in quanto invece di perseguitare i fascisti (incostituzionali) SI PERSEGUITANO GLI ANTIFASCISTI.

Infine volevo dire che in paese normale le istituzione non avrebbero avuto esitazioni ad esprimere la propria solidarietà nei confronti degli antifascisti arrestati, ma a PISTOIA no, la solidarietà si dà ai fascisti come segnale di democrazia.

In poche parole volevo dire che il motivo per cui hanno attaccato la nostra famiglia (e anche molte altre) è che abbiamo deciso di aprire gli occhi e di non rimanere indifferenti di fronte all’ondata reazionaria della borghesia guidata dalla banda BERLUSCONI.

L’ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA!

SALUTI DALLA COMPAGNA LAURA
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Lettere dal Carcere

Oggi ci trattano come deliquenti, ma presto tutti apriranno gli occhi e per loro e i loro cani sarà finita.al loro posto costruiremo una nuova Italia Socialista,il popolo ricorda bene chi sono i fascisti, infatti si devono mascherare con camicie verdi ed alcuni più audaci stanno provando a Napoli e Toscana a mettersele nere come quello che rappresentano ed hanno ra presentato nella nostra Italia morte morte e sempre morte. oggi abbiamo bisogno tutti di ricercare la vita dignitosa e pronta al nuovo mondo che ci attende, ricco di speranza per il futuro, i nomi degli antifascisti di oggi saranno gli eroi che domani studieremo sui libri di scuola, per questo compagni alta la testa e il cuore il vostro esempio pieno di dignità sarà d\'esempio per il nostro popolo. le sbarre non potranno per sempre rinchiudervi presto ritornerete nella lotta, perche pr ogni giorno che rimarette in carcere altri 10,100,1000 compagni e non si alzeranno contro di loro. non cederemo mai sappiamo e abbiamo studiato e sentito raccontato e visto cosa sono capaci di fare ieri come oggi creano castelli di carta ma il tutto si ritorcerà. contro. pugno chiuso, felice e fiera di esservi vicino

Patrizia
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Ale, ti aspettiamo a braccia aperte, sicuri che presto potremo ricominciare a lottare! A pugno chiuso contro tutte le ingiustizie, a partire da quella che stai subendo personalmente.

Yuri, precario dell'Univesità
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Banditi nel 1943, Banditi nel 1944, Eroi nel 1945, Adesso di nuovo Banditi aspettiamo il momento per essere ancora eroi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Roberto, infermiere
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E' ora che il fascismo e le sue idee xenofobe finiscano nella pattumiera della Storia così come dice la nostra Costituzione nata dalla Resistenza.Solidarietà con chi lotta per un\'Italia Antifascista e viene represso da quel fascismo tollerato e anzi spesso appoggiato dallo Stato.

Davide
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Vorrei poter fare una sottoscrizione per le spese legali di Alessandro, ma sono in una situazione molto precaria ed ho un figlio a carico. Sono totalmente solidale ad Alessandro, e a tutti gli antifascisti arrestati e accusati ingiustamente.
Un saluto a pugno chiuso,

Gloria, invalida

Lettera di Alessandro ai lavoratori dei Cantieri Apuania

Pistoia, 14.11.09

Cari lavoratori dei Cantieri Apuania di Carrara, vi scrivo perché ho appreso del proseguimento della
vostra lotta contro la privatizzazione dei Cantieri.
Mi chiamo Alessandro Della Malva e sono il segretario federale toscano del Partito dei CARC.
Attualmente sono detenuto nel carcere di Pistoia a causa delle mie idee politiche e della mia attività
a sostegno dei diritti delle masse popolari e di tutti i lavoratori.
Con questo attacco verso di me ed il mio Partito, l’attuale classe dirigente vuole mantenersi libera di
sfruttare, di fomentare la guerra tra poveri e fare profitti sulla pelle dei lavoratori.
Vi esprimo la solidarietà del Partito dei CARC in questo momento di lotta per la difesa del posto di
lavoro e per una vita dignitosa.
Siamo vicini alla vostra lotta perché siamo convinti che questa rappresenta l’espressione della
volontà delle masse popolari di difendere la propria dignità e le conquiste di civiltà di tutti i
lavoratori.
Quello che voi, lavoratori dei Cantieri Apuania state facendo insieme ai lavoratori di tante altre
realtà in crisi in Toscana e in tutta Italia è un qualcosa di molto importante.
Non è una lotta egoista, ma al contrario rappresenta la volontà di non accettare passivamente la
strada di miseria, corruzione e guerra in cui ci sta trascinando la borghesia.
Cari compagni, non siete isolati, la vostra lotta si unisce a quella di tanti altri lavoratori che oggi in
Italia si trovano a dover difendere le proprie famiglie da grandi difficoltà e in molti casi anche dalla
disperazione a cui il sistema dei padroni ci vuole destinare.
La vostra lotta fa parte della mobilitazione generale contro questo governo, il governo Berlusconi,
che incarna l’anima più nera, criminale e mafiosa della classe dirigente italiana.
Voi rappresentate la parte più sana della società, tutti i lavoratori e le masse popolari lo sono.
Con la difesa del proprio posto di lavoro si manifesta, anche se ancora in modo spontaneo e non
organizzato, la volontà di uscire dalla crisi a modo nostro: non come vorrebbero i padroni attenti
solo a speculazioni, profitti e a mantenere il proprio potere, ma in modo vantaggioso per le masse
popolari, per conquistare una vita dignitosa.
In questo momento mi sento vicino a voi, lottando anch’io per una società che si fondi sui valori
della Resistenza, dove i lavoratori hanno un ruolo centrale nella direzione della società.
Solo i lavoratori e le masse popolari possono condurre il nostro popolo fuori da questa crisi, la crisi
dei padroni e del loro sistema.
In tutta la Toscana si sta sviluppando la mobilitazione dei sinceri democratici, operai, comunisti e
anarchici per arrivare alla mia scarcerazione e arrivare a rispondere al fascismo, al razzismo e alla
repressione poliziesca a cui il governo Berlusconi ci vorrebbe condannare.
Anche voi con la vostra lotta vi opponete agli sporchi progetti del governo che portano i lavoratori
e le loro famiglie alla precarietà e all’impoverimento.
La nostra vittoria è la vittoria di tutte le masse popolari.
La nostra vittoria aprirà la strada alla nostra via d’uscita dalla crisi.
L’opposizione dei lavoratori alle pretese arroganti dei padroni, la resistenza vittoriosa dei lavoratori
è il primo importante passo per costruire un governo di emergenza che oggi è più che mai
indispensabile.
Viva la lotta dei Nuovi Cantieri Apuania contro le privatizzazioni dei padroni!
Prendiamo il futuro nelle nostre mani!
Sviluppiamo la solidarietà tra i lavoratori e sosteniamo le loro lotte!
Quando è possibile costruiamo dei coordinamenti: la lotta di ogni singola fabbrica, di ogni
cantiere e di ogni realtà lavorativa, è la lotta di tutti!

Alessandro Della Malva

Oggi vi racconto una storia, una storia che sfortunatamente di questi tempi potrebbe capitarci solo trovandoci nel posto sbagliato e al momento sbagliato.
E' la storia di Alessandro della Malva.
Alessandro è un operaio di 37 anni, un ragazzo molto simpatico, intelligente e con una grande sensibilità verso gli animali, ma soprattutto verso le persone più indifese.
Ha un grande hobby, la pesca, e già questo la dice lunga su quanto possa essere dotato di calma e pazienza.
Alessandro da 15 anni è seguito dalla DIGOS solo perché appartenente ad un partito di sinistra, i CARC; il CARC è impegnato da sempre nella lotta politica antifascista e antirazzista, contrariamente al pensiero comune, rifiutano la lotta armata, e sono sempre schierati verso chi davvero ha bisogno del loro supporto.
Da 15 anni è un perseguitato solo per le proprie idee, e questo dovrebbe essere abbastanza per indignarsi….invece c'è molto di più.
Durante una manifestazione a Massa contro le ronde cittadine, ci sono state delle aggressioni da parte di alcune persone di estrema destra (tra cui un carabiniere, che dovrebbe essere apolitico, quantomeno non esternare le proprie tendenze politiche) con saluti fascisti, grida, mani alzate ecc. nei confronti dei manifestanti di sinistra, tutto sedato in poco tempo.
Dopo la rissa alcuni manifestanti si incamminavano in una strada per i fatti loro, a questo punto il caso vuole che nella stessa strada stessero camminando alcuni carabinieri che si scagliano verso i manifestanti tra cui il nostro protagonista, che sentendosi minacciato fisicamente cerca di difendersi.
Viene subito arrestato insieme ad un altro per oltraggio e aggressione a Pubblico Ufficiale, ufficiale che successivamente s'inventa di essere stato aggredito e si fa repertare in Pronto Soccorso, incastrando i due sventurati.
Su quest'accusa assurda è in corso un processo, nel frattempo per della Malva era stata prevista la scarcerazione e la firma dai Carabinieri di Casole d'Elsa tutti i giorni, ridotta poi a 3 a settimana.
Ma veniamo a domenica scorsa, Alessandro e la sua fidanzata si recarono a Pistoia nel pomeriggio, per prendere parte ad una riunione, con molte altre associazioni interessate, per la creazione di un Comitato contro le ronde in un circolo ARCI.
Erano tranquillamente in pieno svolgimento quando, ancora il caso vuole che a circa 500 m si fosse svolto una specie di raid in una sede di Casapound, un centro fascista, che è stato distrutto e saccheggiato.
Naturalmente è stata data subito la colpa alla sinistra e una serie infinita di Carabinieri e Polizia hanno fatto irruzione nel circolo portando via una ventina di persone.
Tutte queste persone, in mezzo alle quali ovviamente c'erano Alessandro e la fidanzata Katiuscia, sono state tenute in questura quasi tutta la notte, e senza sapere il perché.
Le accuse erano parecchie tra cui devastazione e saccheggio, reati che prevedono fino a 15 anni di carcere.
L'unica prova è una testimonianza al quanto blanda di un assessore del PDL che dice che i responsabili in fuga erano entrati nel circolo ARCI, dove non sono state trovate né armi né la presunta refurtiva.
In particolare sembra ci fosse l'intenzione di far testimoniare o confessare tutti coloro si trovassero nel circolo e potessero aver fatto o visto qualcosa.
Via via che si capiva chi era o non era coinvolto veniva rilasciato…..si fa per dire perché pare ci sia un testimone che ha dichiarato di aver visto qualcuno somigliante ad Alessandro nei dintorni di "Casapound" ma non dentro.
Questa testimonianza è bastata per far sì che lui e altri 2 ragazzi fossero messi in stato di arresto, anche senza prove, e tutti quelli che hanno dichiarato che invece al momento del saccheggio i tre erano con loro sono indagati per favoreggiamento.
Ma non è finita, i ragazzi arrestati con lui sono attualmente agli arresti domiciliari, Alessandro invece in virtù dei fatti di Massa, (per i quali vi ricordo non si è concluso il processo e quindi è ancora incensurato)e in virtù del fatto che e' un esponente di rilievo del P. dei CARC(come dice l'ordinanza)non è più in arresto, perché mancano le prove, ma in custodia cautelare perché pare sia un criminale, quindi pericolo pubblico.
E' detenuto nella casa circondariale di Pistoia da una settimana senza prove certe.
Tra l'altro la famosa testimonianza che lo inchioderebbe è stata modificata 48 ore dopo e arricchita con una incredibile precisione, da una persona che ha dichiarato di essere in quel momento in fuga e nel panico per paura di essere colpito dagli aggressori, dice che il tutto è durato pochi minuti, come fa a ricordarsi proprio di lui e dei suoi vestiti, addirittura la descrizione di un tatuaggio di un altro ragazzo….ma dai!!!!
Un' ultima cosa……i compagni di cella di Alessandro sono di destra e lo stanno appoggiando, cosa hanno fatto per essere dentro? Dal rubare un panino in giù……
Quindi, alla luce di tutto ciò che avete letto ,e vi ringrazio per la pazienza, che idea vi siete fatti della giustizia italiana?
Cosa pensate di questa "magistratura rossa" tanto temuta dal Presidente del Consiglio?
Alessandro della Malva è in galera grazie ad uno Stato che non ci tutela, che non punisce i parlamentari pregiudicati a discapito di persone che hanno un credo politico diverso da quello del Governo, che non ci permette di esprimere liberamente le nostre idee.
Complimenti Silvio, un ottimo lavoro!!!! Davvero il miglior presidente degli ultimi 150 anni, nemmeno il Duce avrebbe potuto fare di meglio!!!
Lo ammetto….è una lettera un po' "defilippica", e questo non è "Amici" e nemmeno "C'è posta per Te", non è un gioco, è il futuro della nostra libertà, ma se questa è la strada per arrivare alle coscienze, per Ale la percorro volentieri.
Detto tutto questo vi metto sotto i link che parlano della vicenda, e vi chiedo, di essere solidali e sostenere un ragazzo come noi, che vuole solo difendere la costituzione, vuole solo combattere per i nostri diritti, vuole solo manifestare le proprie idee senza essere perseguitato, idee che anche se non condividete ha diritto di esprimere, ma come….Bossi può sputare sulla bandiera italiana e noi non possiamo scendere in piazza per il nostro posto di lavoro?


ALESSANDRO LIBERO!!!!!!




Isabella

Lettera che i carcerati hanno fatto recapitare al direttore del carcere di Pistoia
(da ricordare che il 40% dei detenuti è ancora in attesa di giudizio)



I detenuti del carcere "Santa Caterina" di Pistoia stanno vivendo delle condizioni di detenzione molto dure, ben oltre quello che gli stessi regolamenti carcerari prevederebbero. Queste condizioni non hanno niente a che vedere con il recupero sociale di chi ha commesso dei reati, come sostengono le autorità, ma al contrario le condizioni di vita qua dentro non fanno altro che alimentare il disagio e la disperazione e allontanare la prospettiva di una vita dignitosa. Chi è detenuto viene dimenticato in tutti i sensi e viene privato di quelli che invece dovrebbero essere dei diritti minimi. Le celle sono sovraffollate, i detenuti sono chiusi per 21 ore e mezzo, le condizioni igieniche sono precarie con il rischio di contrarre malattie, ci sono difficoltà ad avere permessi per le visite mediche all'esterno, difficoltà ad incontrare la direzione carceraria, gli assistenti sociali e gli educatori, non sono previste attività per consentire ai detenuti di occupare il tempo in modo costruttivo (esiste solo un corso di scuola media). Questa situazione non è accettabile.
La direzione del carcere di Pistoia si deve fare carico di porre rimedio a queste sue carenze. In una società civile non si può permettere che l'istituzione carceraria sia la prima a violare le leggi (soprattutto per quanto riguarda il sovraffollamento). Oggi tutti riconoscono che le carceri italiane versano in condizioni penose, è giunto il momento di affrontare il problema per risolverlo.
Per questo noi avanziamo con decisione le seguenti richieste:

1. aumentare le ore d'aria
2. effettuare una disinfestazione generale ed in particolare delle docce
3. riaprire la palestra
4. agevolare la possibilità di incontrare la direzione carceraria, gli assistenti sociali, gli educatori, il SERT
5. agevolare le visite mediche all'esterno
6. migliorare la qualità della fornitura di cibo, che attualmente non è dignitosa e rivedere i prezzi che sono esagerati
7. aumento del peso massimo dei pacchi provenienti dall'esterno e agevolare l'ingresso di generi alimentari
8. rispondere più rapidamente alle domandine inoltrate alla direzione

Chiediamo che la direzione del carcere dia una risposta a queste richieste convocando una rappresentanza dei detenuti entro il giorno 22.11.09

I detenuti del carcere di Pistoia


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PROTESTIAMO CONTRO QUESTA SITUAZIONE DISUMANA!

SCRIVIAMO E TELEFONIAMO ALLA DIREZIONE DEL CARCERE:
tel. 057.39.75.111 fax. 057322718 email: cc.pistoia@giustizia.it




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